domenica 14 agosto 2016

TEMA: Schwazer

SVOLGIMENTO:
Ok, non ha ammazzato nessuno.
Però non è stato impiccato, nemmeno lapidato,
anzi, non trovo se ha fatto 1 giorno di galera.
Non lo hanno mandato a spaccare pietre, nemmeno a pulire culi.
Quale "debito" ha pagato?
Qualcuno, riconducendo il tutto ad un valore consumistico, dice:
"ha pagato il debito sportivo".
NO!

Mentre il "valore del personaggio pubblico" viene quantificato dai venditori di immagini,
i "Valori dello Sport Vero" non si possono quantificare.
Così come non si possono quantificare i sentimenti, l'amore.
Quale debito ha pagato verso la Società, verso la Bandiera che sventolava?
Quanto e come ripagare chi Tifava per lui?
Quale debito ha pagato verso la Kostner?
STOP, mi sto inoltrando in cose che con conosco.
Invece io lo associo ad uno qualsiasi dei personaggi che mi propina la TV.
Si "drogano"?
Se decidessero di "recuperarsi" anch'io gioirei per eventuali loro successi,
ma solo se ottenuti al di fuori dello stesso ambiente che prima li aveva condotti a drogarsi.

venerdì 29 aprile 2016

MAI FERMARSI !!!

Ho iniziato un nuovo percorso formativo, che ha radici lontane.

Mi ha sempre interessato quel mix di: meccanismi energetici, allenamento di forza, resistenza, velocità, programmazione dei cicli … mobilità articolare, propriocezione, Vo2 max, Test vari, ecc.ecc. … riassumendo: La Preparazione Atletica.

Quando non esisteva internet (30 anni fa, a proposito, buon compleanno al web, proprio oggi ricorre l'anniversario) trovavo in libri e riviste lo sfogo alla curiosità, e questo ha permesso di svilupparmi da solo l'attività podistica.
Poi i motori di ricerca ed il mio carattere selettivo (nel web si trova di tutto ... ed il contrario di tutto), mi hanno permesso di reperire ANCHE qualità “universitaria”.
Inframezzandoci qualche seratina a seguire corsi, convegni e specialisti.

Però non mi accontento, ed il tempo libero mi permette di approfondire ancora di più, così mi sto affiancando ai Preparatori / Istruttori del settore Giovanile di una Società Atletica locale.

Ho aspettato di compiere i 60 anni, ed in un percorso a ritroso sto passando dalla “pratica” (che rallento ma non mollo) alla “teoria” ... e mi sa che ritornerò anche fra i banchi di scuola.

Lo scrivo qui solo per un motivo: invogliare a NON FERMARSI MAI !!!

mercoledì 30 dicembre 2015

finale 2015

Una salita lunga 3 km, dal paese a casa mia, D+400mt con pendenze varie.
Praticamente da laggiù-giù fino a quassù-sù.
Nel 2013 al termine di alcuni allenamenti la facevo tutta di corsa.
Nel 2014 non l'ho MAI affrontata, avrò corso in tutto solo una decina di volte.
Nel 2015 ... ho ripreso a corricchiare a settembre.
La prima volta che l'ho affrontata ho desistito dopo pochi metri.
La seconda volta ho iniziato a camminare dopo 1 km.
Alla terza volta sono arrivato a metà, poi ho ceduto "di testa".
Oggi l'ho rifatta ... TUUTTAA DI COORSAA!!
La dedico a chi mi aveva pronosticato "il divano".
So che i miei polpacci si alleeranno con i piriformi,
ed assieme per qualche giorno mi faranno vedere le stelle.
Cambia poco, qui a Prada in questo periodo vediamo le stelle tutte le sere,
il "muro" di nebbia lo intravediamo basso, di la del Monfenera.
E per non farmi mancare nulla, stasera uscita di Nordic Walking,
assieme al gruppo ARGO.
Il 2015 lo chiudo così, con un "piacevole doppio".
Buon 2016.

lunedì 31 agosto 2015

Lezioni di Sport:

EcoMaratona DoloMitica.
Il vincitore, l'ultra-ultramaratoneta Ivan Cudin,
dopo essere arrivato, ritorna sul percorso e va incontro alla fidanzata. Ad un certo punto si accorge che durante la gara, mentre era già in abbondante vantaggio, aveva sbagliato direzione, accorciando il percorso.
Nessuno se ne era accorto.
Quando viene chiamato per la premiazione, spontaneamente, dichiara l'errore e non vuole salire sul gradino più alto del podio, affermando al microfono di non meritarselo.
(convinto dal pubblico e dagli altri premiati è salito comunque sul primogradino  del podio,
però non ha voluto ritirare i premi).

Giro delle Mura di Feltre.
Il vincitore della gara Master, Cristian Cenedese,
al microfono durante l'intervista che precede la premiazione, dichiara (più o meno con queste parole):
"sto attraversando un buon momento perché ultimamente ho ritrovato la serenità mia e nella mia famiglia, però la mia è solo un'inezia, ci sono migliaia di persone che la stanno cercando scavalcando frontiere o attraversando mari su barconi ..."

VI RINGRAZIO ... 
e che i mondiali ed il doping diventino dettagli da lasciare in pasto ai media.

domenica 14 giugno 2015

Col di Dante

Se a qualcuno può interessare, il sentiero del Col di Dante adesso è ben per-corribile.

Rimango perplesso quando qualcuno (solitamente maschio) afferma: ”quel pezzo di bosco è mio” oppure: “quel tratto di montagna è mio”. No cari miei, non sono vostri, a voi è solo concesso l'uso e lo sfruttamento per qualche decina d'anni, ed ugualmente sarà per la vostra progenie. Fino a quando, pian pianino, centimetro dopo centimetro, ma a volte anche burrascosamente, la legittima proprietaria Madre Natura (femmina) se ne riapproprierà. Per voi quello è denaro, per Lei quella è vita.

Viene fatta manutenzione sistematica solo a quei sentieri che in qualche modo offrono un ritorno economico, che sia turistico, per sfruttamento del legname o per caccia, mentre i meri sentieri “di passaggio” vengono dimenticati e lasciati a loro stessi. A volte è la preparazione di un evento sportivo a mettere in moto tagliaerba, roncole e … volontà, ed ecco un altro lato “sociale” di quella Sportività con la S maiuscola.
Però anche qualche solitario trascorre qualche mezza giornata ... zac ... zac ... gettandosi fra i rovi “a roncola tratta”.

Dov'è Col di Dante?  Lasciando l'auto a Schievenin proseguite sempre dritti, superate le palestre di roccia, su, su, verso Sassumà. Ad un tornante sinistrorso (nell'immagine indicato da una freccia) vedrete chiaro un sentiero sulla destra, prendetelo ed andate sempre dritti (ehm ehm, dritti per modo di dire) si sale ancora un po', poi si scende sempre. Qualche albero caduto da sottopassare senza difficoltà (volendo, ci sarebbe tanto di quel legname da utilizzare evitando certi scempi ...) ed ecco l'unica difficoltà: una ventina di metri di frana sassosa, con il sentiero un po' da "intuire" dove viene tagliato da un grosso tronco. In tutte le deviazioni scegliete sempre il sentiero che scende, vi ritroverete alla chiesa di Schievenin ed intuirete dov'è rimasta la vostra auto. Di corsa lo si fa in un'oretta abbondante, camminando ... il doppio.
Non vedrete paesaggi, sarete solo ... soli dentro al silenzio (o ai rumori) del bosco.
Ah, non sono esperto, e non so quanto tempo passerà prima che i rovi (maschi) si riapproprino del sentiero.