mercoledì 30 luglio 2008

Meditazioni

Ho capito che i podisti sono come lancette di un orologio. Ci sono quelli veloci e quelli lenti ma entrambi, a pensarci bene, non vanno da nessuna parte. E quindi il bello devono trovarlo lungo la strada, se no che gusto ci sarebbe? E se guardando lo stesso orologio, le lancette dovessero muoversi più lentamente per me che per un altro, chi può dire chi sia più veloce?

Siamo sempre i Paul Tergat di qualcuno e i tapascioni di qualcun altro.
Se mi gaso troppo mi basta pensare che quanto faccio io a stento in un mille, molti lo fanno 42 volte di fila; ugualmente ce ne sono tanti che vanno più piano di me, dunque non mi devo mai buttare troppo giù.

Credo che in queste affermazioni ci possiamo riconoscere un po’ tutti.

Trovato in rete

2 commenti:

Alessandro ha detto...

Sono considerazioni ovvie, nulla di trascendentale ma...fa bene leggerle e imprimerle nella mente; quante volte mi sono sentito deluso vedendo i tanti (troppi) che vanno più forte di me e quante altre volte (poche) mi sono sentito un eroe perchè ho realizzato risultati soddisfacenti... ciò che conta è fare la gara contro sè stessi cercando di evitare ad ogni successiva occasione gli errori commessi la volta precedente.

GIAN CARLO ha detto...

E' troppo vero.
Una volta in una 12*un'ora Calcaterra(che forse conosci) maratoneta da 2h e 13 ha superato per la 20esima volta una signora che se la prendeva molto comoda che a un certo punto gli ha detto in romanaccio "Ma do' vai così de fretta tanto sempre qui rimani !"