domenica 14 settembre 2008

Laghetto Coldai, sul Civetta


Sono ripetitivo, la montagna mi attrae.
Mi sento emotivamente legato ad alcuni monti, in particolare Pelmo, Civetta, Tre Cime e Sass Pordoi li ho nel sangue (elencati in ordine temporale di “rivelazione”) e quando vedo delle loro foto, o sento parlare di loro, mi prende un nodo in gola.
Fatalità vuole che su ognuno di questi vengano organizzate delle corse, e con il tempo vedrò di farle tutte, ma una la vedo improbabile, la TransCivetta.
Finora non l’ho mai presa in considerazione per due motivi:
1) si svolge nel periodo in cui solitamente sono in ferie a centinaia di km di distanza;
2) si corre a coppie, e l’unica persona assieme alla quale mi godrei quei luoghi è Donatella, che invece non ha gambe adattabili a prepararla (non che sia paralitica eh!).

Il luogo in fotografia (la stessa che, deformata, fa da intestazione al blog) è incantevole, si tratta del laghetto al Coldai, proprio sul gruppo del Civetta.
Lo si può raggiungere partendo da diverse parti.
Chi corre la Transcivetta ci arriva dopo il ristoro al rifugio Tissi, percorrendo un sentiero che in parte taglia ghiaioni, proprio sotto pareti a picco (si vedono cliccando qua).
Luoghi dove vige un silenzio mistico, e bisogna mantenerlo altrimenti le sole vibrazioni di una voce possono far cadere sassi, e non tutti coloro che frequentano la montagna ne sono informati.
Chi invece vuole arrivarci più “cautamente” può partire o da Alleghe/Piani di Pezzè (camminando un paio d’ore) oppure dalla Val Zoldana/PalaFavera (anche da qua un paio d’ore e ho trovato anche una mappa che si può vedere cliccando qua)

Le due agevoli vie poi si congiungono e parte un unico ripido sentiero che porta al rifugio Sonnino, percorribilissimo fino all'arrivo delle nevi, dove non si corre nessun rischio di perdersi e si possono portare i ragazzini iniziandoli alle camminate in vera montagna.
Al rifugio verrebbe voglia di fermarsi, ma il mio consiglio è quello di valutare molto bene le condizioni meteo all'arrivo, infatti tutte le volte che ci sono andato dopo sono arrivate anche pioggia e nuvole a coprire tutto, specialmente al pomeriggio (per cui portarsi sempre in zaino materiale per coprirsi e sempre in auto abiti per cambiarsi).
Se il tempo promette bene la pausa ci vuole sia per il corpo che per lo spirito, ammirando il paesaggio di Val Zoldana e Pelmo, se invece si capisce che le nuvole potranno rompere le scatole è opportuno sostare solo un attimo e poi proseguire, il laghetto lo si incontra poco dopo.
Da questo si gode il panorama della valle di Alleghe e … vi auguro una splendida giornata, come quella della foto.

P.S. Questo post sarebbe più estivo, prometto di ripubblicarlo a giugno del prossimo anno

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