mercoledì 12 novembre 2008

Gli errori di Agonisti e Amatori sulle distanze brevi


Alcune considerazioni di Fulvio Massini.

A prima vista può sembrare che correre distanze che variano dai 10 ai 14km sia semplicissimo, certo, non è complicato, ma richiede comunque un po’ di applicazione.
Le distanze brevi rappresentano il primo impatto con l’agonismo per chi si avvicina alla corsa, ma possono essere anche l’obiettivo principale di chi ormai corre da tanti anni e non ha voglia di affrontare la maratona.
Il modo di allenarsi per questo tipo di gare è molto più semplice di quello che talvolta può apparire. L’ottimizzazione del rapporto fra miglioramento delle prestazioni e star bene passa attraverso un giusto “dosaggio” dei vari mezzi di allenamento, ma anche da un esame obiettivo del calendario delle manifestazioni podistiche nel nostro paese.
Sono infatti pochissimi i podisti disposti a stare per lungo tempo, fino a 2/3 mesi senza gareggiare. Per loro la gara non è solo un momento di espressione della propria carica agonistica, ma rappresenta anche e soprattutto un momento di socializzazione, un motivo per stare insieme agli altri.
La partecipazione alle manifestazioni podistiche andrà quindi gestita in relazione alla programmazione di un risultato da ottenere in una gara. Ecco che allora, come affermato più volte, la gara può essere vissuta anche come allenamento.
Questa volta individueremo due categorie di podisti abbastanza differenti. La prima categoria è quella degli agonisti, soggetti di tutte le età che si allenano con costanza, con metodo e sono determinatissimi nell’ottenere dei risultati.
La seconda categoria quella degli improvvisatori, soggetti anche in questo caso di tutte le età che si pongono come obiettivo principale quello di star bene, magari di dimagrire, sicuramente di sentirsi in forma, ma che con questa scusa non disdegnano di partecipare a qualche gara affrontando l’impegno agonistico.
Per ognuna delle categorie indicherò i 7 errori più comuni che in genere vengono commessi.

Gli errori degli agonisti

1) Gareggiare troppo spesso. Troppe gare fanno male logorano sotto l’aspetto organico, muscolare, tendineo e nervoso.
2) L’intensità. Eseguire allenamenti di prove ripetute ad elevate intensità può essere deleterio
3) Poco recupero. Eseguire allenamenti di elevata intensità in giorni ravvicinati può essere un errore in quanto non permette un recupero ottimale.
4) Dosare gli allenamenti di forza generale e specifica. Specialmente in periodi distanti dalle gare più importanti è fondamentale eseguire allenamenti di forza specifica eseguendo tratti di corsa in salita, e di forza generale attraverso esercizi a carico naturale o in palestra.
5) Non pianificare. Le gare importanti dovranno essere individuate e la eventuale partecipazione ad altre gare che si svolgono precedentemente deve essere mirata ad ottenere il massimo del risultato nella gara importante
6) Pochi chilometri. Chi prepara gare e di 10-14 km pensa che eseguire il lento correndo per 10-12 km sia più che sufficiente. Invece correre per 18-20 km ogni tanto serve per creare quelle base di resistenza aerobica sulla quale inserire poi allenamenti de più elevata intensità.
7) Non curano la tecnica di corsa. Sono ancora convinti che correre bene non serva, per loro la corsa sia un gesto naturale che non può essere cambiato. Provare per credere e soprattutto vedere come migliorano i risultati.

Gli errori degli improvvisatori
1) La discontinuità. Uno dei principi generali dell’allenamento è la continuità, loro in genere lo ignorano. Corrono quando hanno tempo e voglia.
2) Troppo recupero. In genere tendono a correre una volta al massimo due volte alla settimana . Niente di più sbagliato
3) Troppo tutto insieme. Invece di correre tre volte alla settimana per esempio per 40’ corrono una volta alla settimana per 90’
4) Sempre allo stesso ritmo. Non cambiano, mai passo, andatura, qualcuno corre da anni allo stesso ritmo sullo stesso percorso. Viva la libertà, d’accordo, ma provare a cambiare, ogni tanto velocità è utile.
5) Seguono il gruppo. A questa categoria appartengono anche coloro che si attaccano al primo che capita. In ogni città, paese c’è sempre uno posto dove tutti i podisti si ritrovano. Ebbene loro si attaccano a qualche gruppo ed eseguo gli allenamenti che fanno gli altri, senza pensare se può essere allenate o stancante per le loro caratteristiche
6) Corrono solamente. Lungi da loro il pensare che per ottimizzare gli effetti delle corsa è necessario anche eseguirei esercitazioni diverse dalla corsa come per esempio lo stretching e le esercitazioni di forza generale in palestra o a carico naturale.
7) Fanno lunghe pause. Corrono e praticano attività fisica a periodi. Sono capaci di allenarsi per tre mesi con regolarità e poi stare per un mese fermi, senza neppure fare un po’ di ginnastica o un altro sport.

Fulvio Massini

4 commenti:

Anonimo ha detto...

giovanni, GRANDE POST! ripeto più o meno le stesse cose da anni e ogni tanto le scrivo qui sui vostri blog, qualcuno recepisce e qualcuno mi manda a quel paese. magari adesso che a dirle è un'autorità indiscussa saranno meglio recepite... luciano er califfo.

GIAN CARLO ha detto...

I peggiori sono quelli che riescono a fare contemporaneamente sia gli errori degli agonisti che quelli degli improvvisatori.
Difficile eppure vero !
Concordo con Luciano(Califfo) bel Post

R. Davide ha detto...

Anche io concordo su tutto..non sono molto convinto sul lavoro in palestra, che secondo me può essere sostituito dall'uso della bici o fatto solo per il tronco.

giovanni56 ha detto...

@luciano Credo che uno scopo di questi blog sia anche aiutarci a vicenda "passandoci" sia le informazioni che riusciamo a reperire sia le nostre esperienze personali.

@gian carlo Il "sano masochismo" che si insinua in chi pratica il nostro sport ci porta a farci del male ognuno a modo nostro :-)

@davide Dipende dai risultati che si vuole ottenere. La palestra, seguiti da un preparatore che sappia bene cosa si cerca, è il gradino più alto.