giovedì 4 dicembre 2008

Psicologia Runners: Crearsi degli obiettivi


Siamo al termine dell'anno solare, le ultime maratone ci hanno portato al termine di quello agonistico, ed alcuni di noi tirano i remi in barca ritagliandosi un periodo di riposo attivo e rigenerazione.

Ma senza interruzione di continuità ecco che iniziano i cross e si abbozzano i calendari, per cui dentro di noi già studiamo le mete da raggiungere il prossimo anno.

Diventa importante, necessario e cruciale per migliorare le proprie performance sportive, per qualcuno addirittura indispensabile, definire i propri obiettivi sportivi mese dopo mese, anno dopo anno, sempre che questi obiettivi siano specifici e appropriati per la nostra condizione fisica.

Ad esempio, se un podista ha corso solo gare di 10km, e non ha ancora affrontato delle gare sui 21km, non ha senso prefiggersi a distanza di poco tempo una Maratona perché si rischierebbe di non arrivare preparati, non raggiungendo il proprio traguardo, o restando traumatizzati dall'esperienza acquisita abbandonando in maniera prematura l'idea di correre la Maratona, o ancora peggio di continuare a correre regolarmente.

Lo stabilire dei risultati nello sport, come anche nella vita, nella maggior parte dei casi renderà più focalizzati e produttivi, e quindi più inclini a fare ciò che è necessario per conseguirli. Se decidiamo di correre una Maratona in programma fra 3 mesi sappiamo che abbiamo preso un impegno con noi stessi, e da ora in avanti andremo a correre almeno 3 volte a settimane e ci impegneremo maggiormente per raggiungerlo. L'orientamento alla performance deve essere focalizzato sul "come", cioè sulla qualità della performance, piuttosto che sul risultato specifico. In questo modo cercheremo sempre di migliorarci in previsione di obiettivi futuri, e per tale motivo sarà necessario possedere un diario di allenamento per registrare i risultati ottenuti in allenamento, o gare. Tutto ciò potrà permetterci a distanza di tempo di valutare i miglioramenti ottenuti, analizzare se un allenamento è stato troppo intenso, oppure troppo blando, ecc.

Gli obiettivi hanno 5 vantaggi:
- creano attenzione focalizzata;
- creano energia;
- creano, a lungo termine, anche la voglia di continuare ad andare avanti;
- creano l'opportunità per un nuovo apprendimento e miglioramento;
- aiutano ad acquisire responsabilità, rispondere agli eventi controllando le proprie azioni.

A volte ci sopravalutiamo, o sottovalutiamo, non sappiamo come raggiungere l’obiettivo e come ci farà sentire dopo averlo raggiunto.

Ecco un processo utile per raggiungere e ottenere il proprio risultato sportivo, consiste in diverse attività da mettere in atto:

Dichiarare in termini positivi il vostro obiettivo: un obiettivo espresso in maniera negativo, esempio "non voglio fermarmi al 35°km in Maratona", è codificato nel linguaggio sbagliato e in realtà aumenterà la probabilità di un fallimento. La mente dovrà prima considerare ciò che non è richiesto, per poter comprendere ciò che è. Esempio, "voglio correre fino all'ultimo km della Maratona". Sembra strano, ma per molti podisti, o sportivi in genere, sembra difficile afferrare questo concetto.

Il risultato deve essere sotto il vostro controllo: non ha senso prefiggersi obiettivi cronometrici che non sono alla vostra portata, bisogna essere consapevoli e onesti con se stessi per valutare attentamente la propria condizione fisica e quello che si è fatto per raggiungerla. Dal punto di vista motivazionale sarà meglio perché una volta raggiunti obiettivi alla vostra portata, potrete focalizzarvi su obiettivi sempre più soddisfacenti.

Il risultato deve essere specifico: non possiamo avere obiettivi che siano vaghi, esempio "voglio correre la Maratona". Quale Maratona? Voglio solo arrivare al traguardo o mi prefiggo un obiettivo cronometrico specifico? Più avete obiettivi specifici e più facile sarà prepararvi per raggiungerli nel momento della gara.

Prove per capire che avete raggiunto il vostro obiettivo: cercate di capire come vi sentirete una volta raggiungo il vostro obiettivo. Cosa udirete (applausi della gente) in quel momento. Chi e come vi accoglierà al traguardo? Cosa vi aspettate? Tutto ciò serve per essere più consapevoli se vogliamo veramente quell'obiettivo e come vi farà sentire una volta raggiunto. Quali saranno le sensazioni percepite da vostro essere.

Il risultato deve essere "ecologico": per raggiungerlo dovete rispettare le regole etiche della gara, non infrangerle. Inoltre, l'obiettivo deve essere compatibile con i vostri impegni (lavoro, famiglia, amici, divertimento). Siete convinti di impegnarvi con onestà e integrità? Lo volete veramente? Dovete essere consapevoli che veramente volete raggiungere quell'obiettivo altrimenti si rischia di abbandonarlo strada facendo. Desiderare una cosa non significa ottenerla, se non attuiamo le giuste azioni.

Cominciate immediatamente: molti sportivi, o gente comune, dicono che vogliono raggiungere un obiettivo (esempio correre una Maratona), ma pochi realmente sono disposti a iniziare a correre, tergiversano trovando migliaia di scuse, rimandando sempre al domani o la settimana successiva il loro impegno con la corsa. Quindi la regola è che se avete un obiettivo, un desiderio da soddisfare, iniziate immediatamente.

4 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Giovanni, darsi gli obiettivi giusti e saperli perseguire con abnegazione e programmazione fa la differenza a tutti i livelli, dall'amatore di basso livello a quello quasi campione.... anche da questo post ruberò qualche spunto :-) da giocare nel mio spazio.

Ma tu il coraggio di rifare una maratona nel 2009 l'hai trovato ?

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Ciao Giovanni sono d'accordo che il cercare nuovi obbiettivi sia importante per trovare nuovi stimoli e motivazioni. Sono altrettanto convinto che però si deve stare molto attenti a non voler arrivare oltre le proprie possibilità perché trovo questa possibilità pericolosa e non tanto remota. Ti racconto un fatto accaduto ad un mio amico, un podista amatore di buon livello che nella Trevisomarathon 2007 riuscì a fare una grande gara chiudendo in 2:57:49. A quel punto si mise in testa di abbassare ulteriormente un tempo più che buono e per mesi si é impegnato in modo molto ammirevole. Arrivò il giorno della Trevisomarathon 2008 e lui era pronto a correre ma per il caldo oppure per altri fattori,magari una giornata negativa, non é riuscito ad abbassare quel buonissimo 2:57:49 ma ha concluso in 3:03:32...tempo sempre di grande rispetto. E' stato per me allucinante vederlo incazzato nero, deluso, scontento...per niente soddisfatto del suo tempo che altri podisti si possono solo sognare. Allora il mio pensiero é stato:"Ma vale la pena doversi sempre migliorare per alla fine tirarsi così'?...Non é che la ricerca ostinata di fare sempre meglio possa portare ad un punto zero dal quale non si trova più piacere dalla corsa ma solo alienazione nei confronti del cronometro?.Ciao dal Pasteo

giovanni56 ha detto...

@gian carlo - obiettivo principale 2009 la Camignada, una "garetta" di 30km che passa per 6 rifugi attorno alle 3 Cime di Lavaredo (oltre 2000mt di quota).
Se riesco a non farmi male allora si ...
M-A-R-A-T-O-N-A ...
a fine settembre Ecomaratona dei Cimbri.

giovanni56 ha detto...

@Pasteo - eh si, la corsa, al nostro livello, dovrebbe essere sempre un piacere. Sta a noi, alla nostra intelligenza, capirci dentro e cercare di non fare errori che vediamo fare ad altri.