lunedì 1 giugno 2009

35km, Venezia


1°Giugno ... ponte? Nooo, Ponti.
Ferie? Nooo, 35km!

Stamattina avevo in programma il primo lungo da 35km, e senza farmi giri a vuoto attorno a casa, armato di camelbag, ho deciso di andare da casa mia fino a Venezia, a Punta della Dogana (o della Salute), cioè gran parte del finale della Venice Marathon, passando per S.Giuliano, il Ponte della Libertà, ed i primi 6 dei 14 ponti finali della Venice Marathon (però fatti due volte, in andata ed in ritorno), logicamente non ancora approntati con i lunghi scivoli come saranno in quella occasione, per cui gradini, gradini e gradini.

Il ponte che vedete in foto (attrezzato da maratona) mi ha fatto pensare, si chiama "degli incurabili" perchè da un lato poggia proprio su Fondamenta dagli Incurabili, che a sua volta deriva il suo nome dall'ex Ospedale degli Incurabili cha là sorgeva.
Chi più di noi Podisti è "incurabile"?

Venezia ... l'occhio non rimane fermo, viaggia alla velocità delle gambe, si prende la sua parte:

«[...] l'occhio è sempre in cerca di sicurezza. Questo spiega l'appetito dell'occhio per la bellezza, e l'esistenza stessa della bellezza è innocua, è sicura. Non minaccia di ucciderti, non ti fa soffrire. Una statua di Apollo non morde, né morderà un cagnolino del Carpaccio. Quando non riesce a trovare bellezza — alias sollievo — l'occhio ordina al corpo di crearla o, in alternativa, lo adatta a cogliere il lato buono della bruttezza... Perché la bellezza è là dove l'occhio riposa — nella bellezza l'occhio ha la sua pace — per parafrasare Dante. Il senso estetico è gemello dell'istinto di conservazione ed è più attendibile dell'etica. L'occhio — principale strumento dell'estetica — è assolutamente autonomo. Nella sua autonomia è inferiore soltanto a una lacrima».
di Josif Alexandrovic Brodskij, Fondamenta degli incurabili.

Venezia assomiglia ad un grande parco giochi, puoi correre tranquillamente dentro le sue calli senza il pericolo delle auto, lasciando da parte i 3-4 percorsi turistici incontri silenzi fuori dal mondo, ed una divagazione interna l'ho fatta attraversando uno dei suoi rioni più popolari, Santa Marta.

Se volete visitare la città vi consiglio di farlo o in pieno inverno, con le sue nebbie ad ovattarla, oppure al contrario al terzo fine settimana di Luglio, con la festa del Redentore, il ponte votivo che parte dalle Zattere (seconda foto), ed al sabato sera le centinaia di barche illuminate a festa e caciarone, con i grandi fuochi artificiali ... oooohhh ...

Ritornando ad oggi, li ho corsi tutti e 35 senza particolari problemi o dolori, fino al 25° attorno ai 5'30, poi ho calato progressivamente fino a 6'15, e l'ultimo km a 5'20.
Altro passo in avanti.
Passo? 35.000 passi!

3 commenti:

the yogi ha detto...

sei fortunato.... venezia è una città che ti resta nel cuore, per sempre! ci tornerei anche domani....

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Bell' allenamento Giovanni...credo che correre a Venezia che sia in maratona o no deve sempre essere una grande emozione.
Ps Ieri a cimabanche ti ho pensato...

giovanni56 ha detto...

@ the yogi - è un'altro mondo

@ Pasteo - Ocio a non pensarmi troppo, che Manu diventa gelosa :-)
Comunque grazie per avermi salutato le Tre Cime, mi sento quasi pronto per affrontarle.