venerdì 4 settembre 2009

Corsa, donazioni di sangue & AVIS Riviera del Brenta


Una donazione di sangue è una cosa intima, personale, che si DEVE fare SOLO per due motivi.
Primo (fondamentale) per aiutare, punto.
Secondo (e secondario) per sentirsi bene con se stessi, punto.

Digitando nei motori di ricerca "sport e donazione di sangue" ho trovato molti siti in cui viene trattato l'argomento, nella stragrande maggioranza il fatto viene descritto come irrilevante, come un atto al quale uno sportivo può (e DEVE) avvicinarsi senza particolari problemi, ed in quasi tutti spiegano che per recuperare sono sufficenti "un panino ed una bibita".
Invece ho sperimentato sulla mia pelle (o meglio, con il mio sangue) che il tutto è direttamente proporzionale all'impegno con cui si affronta l'attività atletica.
Nel mio caso la "debilitazione" post donazione dura una quindicina di giorni, durante i quali mi diventa impossibile effettuare lavori di qualità. Per questo motivo ho smesso di donare sangue durante la preparazione rivolta ad una precisa gara, specialmente se questa è su lunga distanza.
Per quanto riguarda il periodo dopogara la cosa diventa diversa.
Se questa è stata corsa su breve distanza non subisco particolari controindicazioni.
Se invece è stata su distanza lunga tengo conto che la gara in se stessa sommata a tutta la fase preparatoria (che può durare da un quadrimestre ad un semestre) causano un impoverimento delle qualità del sangue, per cui mi dico che non vale la pena donare un qualcosa di ... povero, ed invece è meglio aspettare quel po' di tempo che serve per riportarmi in condizioni "umane", ed effettuo la donazione subito prima di ricominciare una preparazione rivolta ad un'altra manifestazione.
Non sono attratto dai siti di Albanesi, ma su questo argomento ritengo dia consigli sensati, li trovate qua.
Inoltre è da aggiungerci anche l'età. Quando ero più giovane la cosa mi pesava di meno mentre adesso, superati i 50 anni, i recuperi (di tutti i tipi) devono essere più lunghi, a volte anche di molto, e per questo motivo le mie donazioni si sono diradate, anche di molto, troppo.

Finora lo avevo solo accennato in qualche post, dal 2008 corro con la Società AVIS Riviera del Brenta.
Non posso dire di essere "iscritto", perchè per aggregarmi non ho dovuto firmare nulla visto che la Società non è iscritta alla FIDAL. Non lo scrivo per fare una pubblicità che credo interessi poco al “capitano” Maurizio Boschin, il quale da un ingrossamento delle fila sicuramente otterrebbe solo un aumento del carico di lavoro.
Piccola Società uguale a piccolo gruppo a livello veramente famigliare, con libertà completa di partecipazioni, ma non per questo "piccola" è uguale a "mediocre" o "di seconda scelta". A livello femminile sempre ai primi posti anche nelle assolute, e fra i maschiacci qualche Master sale stabilmente sui podi di categoria, qualche altro immediatamente ai suoi piedi.

Concludo, dall'AVIS ho ricevuto l'unica medaglia d'oro della mia vita, avendo fatto più di 50 donazioni.