venerdì 28 agosto 2009

La montagna ama chi la rispetta


Mi ritornano in mente alcuni dogmi che quando eravamo ragazzini cercavano di inculcarci i vecchi "praticoni di montagna" di allora (adesso vecchi lo siamo diventati anche noi).

- In montagna non si corre, specialmente in discesa.
Avvertimento indirizzato soprattutto a chi poi non sarebbe stato in grado di fermarsi.
Ridiamo?
Se vedessero le mie discese di adesso, e di quelli più veloci di me!

- In montagna ci si veste adeguatamente. TASSATIVAMENTE MAI in scarpe da ginnastica ma con scarponi; pantaloni lunghi e grossi per evitare i morsi delle vipere, i graffi degli spuntoni di roccia e della flora pungente; maglioncini annodati in vita sempre pronti all'indosso.
Ridiamo ancora? Adesso che contiamo i grammi delle scarpette ed indossiamo mutande e canottiera.

- In montagna si va sempre attrezzati. Caschetto, corde e chiodi li lasciamo a chi si arrampica, però ad ognuno il proprio zaino capiente in spalla con dentro antipioggia, kit di pronto soccorso con siero antivipera, cibarie e bevande, e chi più ne ha più ne metta (e se li porti dietro).
Ora al massimo, ma proprio al massimo, camel bag con acqua e qualche bustina di integratore.
Beh dai, l’antipioggia quello si, non si sa mai, anche se poi in estate prenderci un po' d'acqua addosso diventa un piacere (non sempre eh!), ed anche un cellulare che immancabilmente "non prende".

- In montagna non si fanno rotolare le pietre. Ci potrebbe essere qualcuno più sotto, e poi pian pianino le montagne si disintegrano.
Come faccio a venir giù di corsa sui ghiaioni senza far scendere anche i sassi? Troppo divertente!

- In montagna si fa silenzio. In montagna SI VA per il silenzio. Perfino le vibrazioni dei suoni, delle voci, potrebbero far staccare pietre da più in alto.
Questo consiglio sarebbe da continuare a rispettare.
Se sentissero le comitive domenicali caciarone, il caos da bar nei rifugi, alcuni podisti che proprio non riescono a tenere la bocca chiusa … quante tombe si rivolterebbero.

Ed alla fine il massimo del divertimento, sugli itinerari leggiamo: “Tempo di percorrenza 3 ore”
Maaa aaa chiii!!!

Evidentemente l'ho messa sul ridanciano, però un consiglio veramente da rispettare è che "prima di partire, ed in qualsiasi momento dell'escursione, bisogna essere coscenti sia dei propri limiti, sia dei limiti di coloro che ci accompagnano".
Cerchiamo di evitare che un'escursione spensierata si trasformi in tragedia.

3 commenti:

Giulyrun ha detto...

Consiglio: anche una cartina! Visto che quest'anno in Alto Adige la nuova segnaletica dei sentieri è solo in tedesco.

the yogi ha detto...

già, tra il dire e il fare... c'è di mezzo il running!
giovà, dove devo firmare per diventare 'vecchio' come lo sei tu? ;)

giovanni56 ha detto...

@ giuly - in AltoAdige hanno un Dio per conto loro, ma non hanno una nazione. Loro vorrebbero ... però verso qualsiasi parte si rivolgano vengono considerati profughi.

@ yogi - la vecchiaia è un ... qualcosa ... che ci si sente dentro paragonandosi a quanto si vede fuori, non solo in ambito sportivo (ma anche in quello).
Credo sia importante capirlo, accettarlo, ma far finta di niente sbeffeggiando il mondo e ... superando qualcuno più giovane.