08 ottobre 2009

Venice Marathon 1 - La partenza

Mancano poche settimane, ecco un mix fra ricordi passati e pensieri presenti, diviso in 6 puntate.

Ci siamo.
Stra, ore 9,15, ancora 5 minuti,
il silenzio sale pari pari all'adrenalina,
partono i disabili.
Sentire uno sparo normalmente mi angoscia, ma questa volta no e leggo i pensieri delle 6000 persone che mi circondano, quello sparo diventerebbe liberatorio: "sbrigatevi a darlo!"

Il nervosismo lo sento sulla bocca dello stomaco, proprio dove ha appena finito di passare la pastasciutta che ho mangiato alle 6.
Sono nella mia gabbia, assiepato, non riesco a muovermi:"Riusciremo a partire senza calpestarci?"
Lo striscione di partenza è molti metri più avanti, troppi?:"Ma nooo, il chip darà il tempo reale".
Cerco di non perdere di vista i palloncini con su scritto il tempo entro il quale vorrei terminare.
Anche i Top Runners sono nervosi, li vedo agitarsi più avanti, nella loro gabbia più libera della nostra.
Gli africani si allineano sempre all'ultimo momento:"Ma da dove saltano fuori? Ma quanti sono?"
Un rumore assordante, ecco l'elicottero della TV, e migliaia di braccia si alzano per salutare.
La testa si svuota di tutto, dell'interminabile ricerca di un parcheggio, della lunga camminata per arrivare in zona box, delle code ai gabinetti e per la consegna sacche, dei discorsi nervosi fatti tanto per fare, degli improbabili esercizi di stretching, del solito dubbio:"Ma il riscaldamento lo faccio o no?" e della solita risposta:"Non serve, ne avrò di tempo per scaldarmi"; insomma si svuota dell'...attesa.
Mi dimentico delle imprecazioni lanciate dentro di me perché avevano già chiuso le strade al traffico e con l'auto non arrivavo più, e per l'ennesima volta mi ripetevo:"ma perchè non sono venuto con i pullman dell'organizzazione?".
Mesi di preparazione ed eccomi qua, fra poco tocca a me, solo a me, solo alle mie gambe in mezzo ad altre 12000.
VIA!
"Ma cosa spingi? 42km e 195 metri sono lunghi!"