giovedì 17 dicembre 2009

Caccia al regalo


Andare a comprare qualcosa di sportivo in questo periodo prenatalizio è da pazzi, o da impazzire, almeno per i poveri mortali (e sottolineo poveri).

E' chiaro che la qualità si paga, però alla fin fine un ben preciso capo di una precisa marca è uguale dappertutto, forse cambiano i colori, sicuramente cambiano i prezzi.
A volte il prodotto lo vedo prima in internet però non uso mai la rete per queste spese, ho paura di rimanerci impigliato (nella rete, battutaccia); i materiali mi piace tastarli con mano e le taglie provarle o vederle dal vivo perché riservano sorprese, e per ora non me la sento di passare prima in negozio per poi comperare in rete solo per il risparmio.
Non cerco un capo tecnico, è per un regalo ad una persona molto cara, dunque buona qualità e prezzo ne altissimo ne bassissimo.

E via! Una quindicina di giorni fa è partita la caccia.

Sicuramente i negozianti vogliono rifarsi da un periodo non buono (perché piangono sempre?) e ne approfittano mantenendo i prezzi altissimi, così facendo però tengono ancora lontana dagli acquisti la massa di gente che rimane in attesa dei saldi, comunque un posticino nei parcheggi lo trovo a fatica, anche in quelli immensi dei centri commerciali, ma nei negozi non c'è la ressa degli anni precedenti. Ne approfitto per gettare occhiate ai settori atletica ben sapendo che questa non è la stagione ottimale, gli stand sono rimpiccioliti al minimo con rimanenze a taglie impossibili.

Varie le tipologie dei negozi di articoli sportivi:

1) Quelli che di sportivo hanno solo il nome mentre in realtà offrono abbigliamento più o meno casual o scarpe pseudoginniche, marchi "di moda" che variano dopo un paio di stagioni, niente materiale tecnico, qualità imprecisate a volte "gonfiate" artificialmente (il classico maglioncino che nuovo nuovo è ampio e morbidissimo ma al primo lavaggio si striminzisce), prezzi fuori di testa, scappo via.
2) Franchising di grossi marchi, con teoriche infinite possibilità di capi creati dalla casa madre, però solitamente è un negozietto non enorme ed ha un indirizzo scelto dal gestore, per cui trovo quello con più materiale casual, quello più calciofilo, ecc.. Mai materiali per atletica però tute e tutine a volontà. Prezzi più alti rispetto ad uno stesso identico capo visto altrove.
3) Negozi sportivi "classici", con i grossi marchi più nomi semisconosciuti spacciati come "ultima tendenza". Tanta roba da sci (là girano soldi) ed un'accozzaglia mista definita "fitness". Di sfuggita avevo visto quel capo in vetrina tempo indietro, ma lo hanno finito (Di già? Ne avevano solo uno?)
4) Negozi ad indirizzo specifico, con titolare o commessi praticanti pertanto preparati. Un dubbio sorge quando "spingono" alcuni marchi arrivando a denigrarne altri che ho già testato trovandoli ottimi. Prezzi sempre alti, a volte anche mooolto alti, ma si trovano anche modelli della stagione passata con scontone (però non in questo periodo). Qua il materiale per l'atletica finalmente è abbondante, vengono proposti molti capi anche invernali. Dentro di me lancio un intimo urlo: "Eccolo! I colori brillanti e ben accoppiati mi attirano subito, ottima stoffa, ultimo design collezione 2010, prezzo altino ma adeguato. E' lui, proprio il capo che cercavo! Si vede che con il negoziante abbiamo una sintonia". Euforia subito castrata, manca la taglia, uffa! Il commesso "spinge" qualcos'altro ma niente, mi sono innamorato di quello e null'altro vale al suo confronto. Peccato, sono convenzionati con qualcosa e mi farebbero anche uno sconto. Esco, ci ripenso, mi tenta un'altra cosa, ritorno dentro, anche di quella non hanno la taglia, non è giornata, punto.
5) Catene grande distribuzione, commessi poco preparati e praticamente "fai da te", buone offerte, in alcuni "spingono" il proprio prodotto che si contraddistingue dal prezzo basso, ed a volte a pari qualità di materiali si hanno ottimi risparmi, ma non hanno quello che cercavo e nient'altro mi soddisfa.
Quasi estenuato esco dalla città.
6) Discount seminascosti spacciano i marchi internazionali a prezzo inferiore. Merce ammassata. Al tatto nasce un dubbio: "saranno originali?", li affiancano a marchi sconosciuti con qualità da scoprire e prezzi irrisori che ti lasciano un'altro dubbio: "Ma dopo il primo lavaggio lo troverò ancora dentro alla lavatrice o si sarà sciolto?". Anche qua commessi inesistenti e "fai da te". Un ulteriore dubbio scioglie gli altri: "Perché assieme espongono anche capi vecchissimi che addirittura sembrano sporchi? Forse usati?" Sono entrato solo in uno.
7) Outlet o spacci aziendali, dove si dovrebbero trovare i prodotti a primo prezzo ed invece sono a prezzo catalogo, per cui lo stesso prodotto magari lo trovo con prezzo più basso nel negozione in centro a New York, ma questa è solo un'illazione tanto non hanno quello che cerco.

Basta!
Morale?
La maglia non l'ho trovata, ho comprato tutt'altra cosa in un negozio non sportivo
(bellissima visto che mi legge anche l'interessata; uuuhhh!).

2 commenti:

the yogi ha detto...

non amo i giganti della distribuzione, ma devo ammettere che da dechatlon non si spende male (tranne le scarpe che prendo altrove)...

GIAN CARLO ha detto...

Il vero problema di chi lavora con orari normali è che è libero(di fare spese) proprio quando sono liberi tutti.
Qui è il delirio.