domenica 28 marzo 2010

Maserada 2010

Nella lingua italiana i nomi dei fiumi appartengono al genere maschile ("il" Po, "il" Tevere, ecc), mentre nel dialetto veneto dei nostri vecchi alcuni idronimi venivano interpretati al femminile, ed ecco la Livenza, la Brenta e la Piave. Forse un francesismo (da "la revière") a rimanenza dell'occupazione Napoleonica, però mi piace di più vederlo come un segno sia di dolcezza che di rispetto e timore verso quelle "grandi madri", placide o irruente, sulle quali rispecchiarsi o dentro le quali, come oggi, correre.
Di Fiume Sacro alla Patria ce n'è solo uno, e la corsa di Maserada oggi ne percorreva alcuni chilometri di grave (l'alveo asciutto). Correndo su quel sentiero di curve e sassi inserito nella vegetazione primaverile, intriso di storia, confine d'Italia durante la Prima Guerra Mondiale, mi sentivo quasi l'elmetto in testa ed il fucile a tracolla, sia stato questo che oggi mi ha rallentato? O che siano i 3 chiletti che pian pianino ho recuperato?
Bello anche il passaggio all'interno dell'Oasi naturalistica del Codibugnolo, una ex discarica che sta rifiorendo.
Ottima l'organizzazione del gruppo Piè Veloce, ben 2 i ristori lungo il percorso medio, più quello ottimamente rifornito al termine, parcheggi sorvegliati, azalea o uovo di pasqua con i 3 euro d'iscrizione e ricche premiazioni finali.
Insoliti per me, uomo di città, i momenti quando 2 lepri mi hanno affiancato e superato; la prima lungo un tratto che affiancava un campo, impazzita, spaventata dall'insolito affollamento, non sapeva da che parte fuggire ed ha zigzagato a lungo prima di scegliere, velocissima, il proprio sentiero; la seconda mi ha affiancato e superato quando mancavano pochi metri al traguardo, era travestita da Lucio Fregona che terminava da vincitore il percorso di 19km, mentre io avevo percorso i 13; azz... come fila ancora questo vecchietto :-)
La prima lepre mi ha fatto tornare alla mente una cosa.
Da quest'anno a Pasqua niente agnello a pranzo, per una precisa scelta.
Guardate bene la foto, guardatela in faccia, leggetele gli occhi, non è possibile farle del male.

p.s. ho cambiato il sottotitolo al blog, "Lento blog" è già usato da altri e non me ne ero accorto, quello che ho inserito ora rende la stessa idea, anzi ha più gusto da ..."slow food" :-).

9 commenti:

the yogi ha detto...

mica ne avrai bevuto l'acqua? con quello che c'è finito dentro.... :) se posso i 'mammiferi' li evito completamente... figurati gli agnelli!

giovanni56 ha detto...

Molti anni fa ho bevuto dell'acqua in alta montagna, da un ruscello che sgorgava dai sassi, limpidissima, invitante.
Più in alto ho incontrato mucche che facevano la pipì :(

the yogi ha detto...

caspita, ma non è il grado di iniziazione più alto... ? ;D avevi l'ampolla, almeno....

Ale57 ha detto...

Anche qui a Brescia si usa il femminile: "La Mella"; interessante il riferimento all'epoca napoleonica, probabilmente è proprio così.
Io non sono amante di agnelli nè di capretti ma non sono ipocrita e ti dico che un buon coniglio arrosto con polenta è il top, anche a Pasqua. A proposito, auguri!

giovanni56 ha detto...

Brescia, la leonessa, ha molte reminiscenze serenissime.
Mi sto allontanando sempre di più dalle carni, di qualsiasi tipo, le più difficili da abbandonare sono quelle di maiale.

Anonimo ha detto...

Ciao giovanni, mi alleno nei posti dove anche tu sei solito correre, nei prati del forte gazzera, all'alba o al tramonto, orari in cui mi alleno è facile vedere le lepri scorazzare liberamente ed è uno spettatolo raro per chi abita in città.

giovanni56 ha detto...

Ciao anonimo, forse ci conosciamo?
Quel kilometro e 70mt del giro Forte oramai lo faccio ad occhi chiusi. Mi hanno detto che quelli sono conigli selvatici, non lepri, ed io non me intendo :) E' sempre un'emozione incontrarli, e quasi quasi mi dispiace passare e disturbarli quando escono per mangiare.

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Spendida l'immagine di te con l'elmetto! Hai visto il signore che é arrivato tutto pieno di sangue?Mio dio che impressione...mi sa che ha ruzzolato nella zoan delle grave!
Ciao grande

giovanni56 ha detto...

Sulle grave quelli della protezione civile erano dotati di radio, cotone e disinfettante, ogni anno qualcuno cade sui sassi; ne ho visti due all'opera. Volevo parlare anch'io di quel sangue e paragonarlo a quello dei soldati.