domenica 7 marzo 2010

Susegana - Marcia dei Castelli 2010

E' vero, a volte i sogni si avverano.
Questa notte ho sognato che durante una corsa venivo affiancato da Claudio Cassi (a chi non lo conosce spiego che attualmente è il più forte corridore nelle nostre montagne), percorrevo assieme a lui una parte del percorso, e solo alla fine lui mi batteva in volata.
Stamattina ennesima Marcia dei Castelli a Susegana.
Vista l'attuale condizione fisica opto per i 13km e non per i soliti 21 su e giù per le colline attorno al Collalto. Attorno al 7°km sento alle mie spalle una moto, è l'apripista dei 21km che anticipa chi? Proprio Cassi. Non mi torna in mente il sogno, mi supera e loro proseguono su un sentiero diverso dal nostro. All'ultimo km c'è una discesona, l'affronto ad un ritmo elevato mai tenuto oggi, il fiatone sale, arrivo al traguardo e lo speaker si agita. Per me? Ma no! Le parti si sono invertite, subito dietro di me taglia il traguardo proprio Cassi. Dovrei essere deluso (io ho fatto poco più di 13km mentre lui ne ha corsi 21) ed invece no, a quel punto mi ritorna in mente il sogno ed il fatto questa uscita me la sono veramente goduta.
Arrivando in auto mezz'oretta prima della partenza, notando già una lunga coda di camminatori lungo gli ordinati filari di viti nelle colline del prosecco, mi è venuto in mente un personaggio che anima le calli veneziane. Un ameno venditore ambulante di piante che si porta appresso, a mano, una enorme quantità di mercanzia (lo vedi qua). Attorno a lui è sempre presente un capannello di gente intrattenuta da canzoncine a volte anche inventate al momento e da un tipico intercalare: "Ma no gavè na casa?"(Ma non avete una casa?). Dalle nostre parti queste parole stanno per dire: "ma dove andate sempre in giro? Statevene a casa vostra" ed invece lui le trasforma in "Se avete una casa di sicuro vi servirà anche una pianta, cosa apettate, compratela!". Guardando quei camminatori così mattinieri sul percorso, superandoli in continuazione dopo la partenza ufficiale, e ricordandomi dell'usuale premio di presenza di quella manifestazione, una pianta, mi teneva allegra compagnia quella frase:"Ma no gavè na casa?".
Quest'anno al posto della pianta ... pasta e tortellini.
Per fortuna gli sterrati del Collalto sono abbastanza larghi e chi corre non viene intralciato dai camminatori.
Gli organizzatori, che meritano un bel 10 sia per la scelta del percorso sia per parcheggi e ristori, vengono premiati ogni anno da un notevole afflusso.
Oggi ho affrontato un puro allenamento, la prima uscita collinare dopo l'inverno, in una giornata con sole leggermente offuscato ed a volte aria gelida.
Mi sono compiaciuto nel constatare che, nonostante i ritmi siano lenti, anche nelle salite più ripide, mentre molti altri erano costretti al passo, le mie gambe non hanno mai smesso il gesto della corsa.
In foto il passaggio ad 1 km dal traguardo, lo scorso anno ci ha accolto un enorme albero in fiore, quest'anno il meteo credo abbia rallentato un po' i ritmi biologici (che sia questo il motivo per il quale faccio tutta sta fatica?)
Constatazione finale: il crono.
Non lo so, oggi non mi interessava, superfluo, di questo ne riparlerò prossimamente.

1 commento:

the yogi ha detto...

qualche volta il superfluo è persino più importante del resto! curioso: anch'io ho fatto un sogno.....