giovedì 8 aprile 2010

Forte Gazzera

1064 metri sterrati + 6 metri su asfalto = un giro.
Leggermente ondulato, nulla di impegnativo, girando in senso antiorario (come in pista) incontri tre brevi salitine e due discesine che, affrontandole senza impegno, fanno diminuire il ritmo al km di 15-20 secondi.
Quindi anche allenante.
Quasi tutto sentiero di terra compatta, che anche in caso di piogge lascia poco sporco sulle scarpe; anche l'erba che fiancheggia il percorso è calpestabile, senza buche particolari.

L'ingresso principale (con ampio parcheggio auto) è da Via Brendole (la strada che da Gazzera porta a Zelarino) però si può accedere liberamente da altri 5-6 varchi.

Il Forte è dato in gestione ad un gruppo di anziani che ne hanno ricavato i loro orti e lo mantengono in ottimo stato curandolo anche tutto attorno; nella zona servizi, dove spesso si incontrano comitive che festeggiano qualcosa, si trova un punto con fresca acqua potabile particolarmete gradito d'estate.
Le oche lasciate libere si incazzano quando le incontri e le disturbi, a volte mettono un po' di timore, ma se le affronti hanno più paura di te e si fanno da parte.
Per un centinaio di metri si fiancheggia l'ampio fossato di recinzione interna, luogo da pescatori.
Altre centinania si metri si percorrono all'interno di una fitta vegetazione, quasi un vero e proprio bosco.
Okkio a non sbagliare sentiero perchè di una parte del boschetto adiacente se ne è impossessato un gruppo di arcieri che simulano cacce grosse, comunque il tutto è ben segnalato.
Subito dopo di questo, nella radura la vera sorpresa.
Andandoci di mattina presto, oppure verso l'imbrunire, gruppi di coniglietti selvatici escono dai pruni per andare a brucare l'erbetta; spaventati dall'arrivo dei rompib..le ritornano velocemente verso i ripari mostrando il fondoschiena bianco candido che fa risalto sul pelume grigio scuro. Spesso al giro dopo li ritrovi ancora là, però un po' più vicini alla via di fuga.

Insomma un breve percorso trail "dei poveri", dove si può lasciar correre la fantasia immedesimandosi negli ampi spazi montani o collinari.

Se mai correrò una 100km sicuramente non lo farò in quelle gare dove si percorre per 100 volte 1 giro da 1 km, odio essere ripetitivo, così questo percorso lo uso in tutte le stagioni (è suggestivo anche con la neve immacolata) tanto per variare dall'asfalto quotidiano, senza abusarne.

4 commenti:

the yogi ha detto...

eppure, pensa, ho un amico (persino più lento di me) che le ama ste 'giostre'... dice che in questo modo non si ritrova mai solo.... :)

giovanni56 ha detto...

@Yogi, il tuo amico ha (o è?) uno dei tanti modi per interpretare la corsa, all'esatto opposto del mio.

the yogi ha detto...

e del mio.... ;)

Anonimo ha detto...

Bhe giovanni diciamo che non sono i colli euganei o le prealpi trevigiane ma per noi podisti della Gazzera è il nostro piccolo polmone selvaggio.
Certo che per fare un trail decente dovremmo farne a decine di giri.

Ah dimenticavo...TANTI AUGURI