lunedì 5 aprile 2010

Pasquetta a Selvana - Corsa dei vovi

Pasquetta, piove?
Ecco l'utilità di avere a portata di click il Calendario Podismo Veneto che aiuta a cambiare la giornata.
In programma avevo una ventina di km in una collinare FIASP, ed invece il meteo ha scoraggiato Donatella e Belle che hanno dato forfait così,  insolitamente da solo, ho ripiegato su una manifestazione abbastanza vicina a casa alla quale non avevo mai partecipato.
Il nome della località: Selvana, mi ha ispirato un senso di "natura" localizzata nell'immediata periferia di quella Treviso che io considero "città d'acqua", visti i numerosi fiumiciattoli che la attraversano.
Quando una giornata è positiva me ne accorgo da subito, ed ecco che il buco per parcheggiare lo trovo proprio di fianco al capannone servizi pre e post gara, in pole position, se dovesse venir giù ancora acqua tutto di guadagnato, ma la pioggia ha deciso di rimanere lontana per cui meteo ideale.
Più partecipanti di quanti mi aspettassi, in gran parte i soliti volti CPT fra i quali Guido dea Britoea dalle infinite conoscenze; molti camminatori che comunque non hanno minimamente ostacolato la mia velocità media attuale.
Piacevole l'incontro con una famigliola di Germani (anatre) in gita sull'acqua, protetti anche da alcuni cartelli posati sugli alberi lungo la strada che avvisavano gli automobilisti della loro possibile presenza sull'asfalto (per il resto d'Italia che non lo sa ... Treviso non è solo Gentilini).
Dopo un paio di km il passaggio dentro al parco di villa Manfrin (nelle foto) con assaggi estetici di cosa erano in grado di realizzare un tempo i nostri architetti (che ora si sono un po' persi nella mediocrità). Poi qualche km di sterrato fangoso e tratti su corridoi a palafitta di legno dentro al parco risorgive dello Storga, uno di quei fiumiciattoli a cui accennavo prima.
Unico ristoro (per fortuna la giornata non era calda) dentro alla sede rinnovata della Provincia di TV, un immenso ex ospedale neuropsichiatrico (non fate facili battute, ecco qua il sito dedicato) con casette schierate (non "a schiera") come in parata militare. Ristoro ben  riparato sotto ad un porticato con accompagnamento di gruppo musicale, ulteriore bella sorpresa.
L'organizzazione merita una abbondante sufficenza, anche se il percorso arzigogolato (eccolo) era un kilometrino in meno dei 14,8 previsti.
All'arrivo logicamente ... vovi (uova, come da titolo) a chiusura di questa bella nuova (per me) manifestazione.

1 commento:

the yogi ha detto...

che bello giovà, correre di pasquetta è sempre stato un must.... anche se dentro un nosocomio! :D