venerdì 16 luglio 2010

Per...correre il Sile


Molto in ritardo mi escono le parole per commentare la gara di domenica scorsa.

Lo scorso anno la prima edizione, quest'anno è entrata nel circuito CPT e subito ... affollatissima, mamma mia quanti partecipanti, e sì che in Veneto c'era un'altra decina di gare.
Credo non avessero previsto un tale affollamento (vista anche l'affluenza ridotta della domenica precedente), evidentemente il buon Guido ha seminato bene, però il gran raccolto ha generato qualche difficoltà.

Percorso stravolto rispetto allo scorso anno, con passaggio anche nel centro di un'addormentata Silea, e portato a poco più di 11km. Molto ombreggiato ma comunque afoso, a luglio non si può pretendere di meglio. In lunghi tratti del percorso abbiamo avuto acqua di fianco, il fiume Sile ad accompagnarci, e non mi stancherò mai di ripetere quanto affascinante sia  percorrere quel tratto di argine, però sembrava quasi una beffa avere vicino tutta quell'acqua e non poterne approfittare per rinfrescarsi.

Un po' da criticare i ristori intermedi. Le buone intenzioni c'erano, oltre ad una bi-doccia a getto continuo in un punto dove siamo transitati due volte, ne avevano preparati ben 3. Nel primo erano tutti affacendatissimi tanto che ho dovuto da solo prendermi una bottiglietta d'acqua da un pacco; il secondo era miseramente svuotato completamente, così mi sono agguantato una delle tante bottigliette semipiene buttate a terra da chi mi ha preceduto, non ho bevuto ma almeno mi sono rinfrescato; anche nel terzo era finita l'acqua, ho trovato un po' di tè e volendo c'erano anche integratori.

Esiste un conflitto d'interessi. Durante la corsa, e particolarmente per chi "non può" fermarsi, bere dalle bottigliette è più semplice, se nella foga si schiacciano comunque acqua ne rimane e si possono portare avanti dosandosi le sorsate, mentre invece con i bicchieri si corre il rischio di perderne il contenuto, fatto grave in giornate particolarmente calde; però è una desolazione vedere lo spreco che viene fatto gettandone molte a terra semipiene. Purtroppo credo non ci sia niente da fare, in molti Trail i partecipanti hanno l'obbligo di portarsi al seguito un proprio bicchiere, però là ai ristori ci si ferma, non ci sono "tempi" o "ritmi gara", soluzione improponibile nelle gare cittadine dove ci si danna l'anima per inseguire quel fantasma chiamato "risultato".
Se qualcuno ha proposte ben vengano.

Dopo il traguardo erano richiestissimi i rubinetti, anche perchè al ristoro finale l'acqua era solo gassata, mentre c'erano tè ed integratori. Comunque molti i "solidi", con panini e dolci in gran quantità e varietà, ed anguria fresca.
Attorno alla manifestazione molti gazebo e banchi di vari espositori, quasi un mercatino, però non ci ho badato, come non ho fatto caso alle premiazioni e ai nomi importanti dei partecipanti, domenica avevo la testa altrove.
La mia prestazione è stata blanda, dopo una settimana di fermo con antibiotici ed aerosol a cercare di liberare naso e bronchi non potevo pretendere nient'altro oltre alla partecipazione. Sollievo finale, però solo personale, la bella doccia che mi sono fatto con acqua a temperatura ideale, grazie alla tanica che mi porto sempre dietro lasciata in auto sotto al sole.

2 commenti:

theyogi ha detto...

quindi ci sei e lotti insieme a noi... ;)) a VE saremo giusto in sette, i martiri....

giovanni56 ha detto...

Yogi, in dialetto veneto la parola "riva" (dei 7 martiri) viene derivata da "arriva", è il luogo dove "arrivano" le barche, e logicamente i maratoneti, per cui
IMPERATIVO! DOBBIAMO ARRIVARE!!!