lunedì 2 agosto 2010

Camignada 2010 (dei tre rifugi)

Rara domenica non dedicata alla corsa, dalla quale però ne ho ricavato gli stimoli.

Un anno fa tagliavo il traguardo distrutto dopo le 5 ore più sofferte che ho mai corso, quelle della Camignada, però questo non mi toglieva la soddisfazione di averle trascorse nel più bel tracciato percorso nella mia carriera podistica.

Subito dopo avevo promesso a Donatella che l'avrei accompagnata in passeggiata su quei sentieri, che l'avrei resa partecipe di quei paesaggi, di quelle imponenze, che le avrei fatto ascoltare quei ... silenzi, riducendo però il percorso solo ai primi 3 rifugi, quelli attorno alle Tre Cime.

Però le domeniche di Luglio e Agosto sono quasi tutte occupate da gare, quasi tutte.

Avevamo tentato l'escursione alcune domeniche fa, respinti dal maltempo, questa domenica le previsioni erano perfette e, fatalità, abbiamo coinciso proprio con la Camignada di quest'anno.
Ve lo giuro, INVOLONTARIAMENTE, arriviamo in auto a Misurina 5 minuti prima della partenza e ci accodiamo ai camminatori. Quando le strade si dividono logicamente l'auto corre più veloce delle gambe, così arriviamo al rifugio Auronzo anticipando i primi.

Ci incamminiamo verso il rifugio Lavaredo e ci sorpassa tutto il gruppone, un po' di invidia la provo, non riesco a mettere da parte tutto quello che ho provato lo scorso anno.

Al Lavaredo un'inattesa sorpresa, arriva un tizio, tira fuori da una sacca un lungo corno ed inizia a suonarlo, le Dolomiti imprimono echi da brividi.

In foto la coda di formichine sulla salita verso la forcella Lavaredo.

Quando noi arriviamo in cima oramai sono passati quasi tutti, il sentiero è libero e ci godiamo il tratto verso il Locatelli. Credo che questo sia uno dei tratti di montagna più affascinanti che esistono, non possono mancare innumerevoli soste rivolti indietro, verso la maestosità delle Tre Cime.

Pranzo al Locatelli e ritorno.

Anche se non ci fosse stata la Camignada di gente ce n'era veramente tanta, ed è stato strano vedere come ognuno si avvicini alla montagna a modo proprio. Quelli di corsa (per 30km) e quelli che a fatica discendono l'ampia carrareccia dall'Auronzo al Lavaredo; quelle con le scarpette della domenica e le arrampicatrici superaccessoriate; quelli con i bambini nei passeggini sui sentieri sassosi ed i forestali a cavallo; quelli in canottiera e quelli quasi in giacca a vento; quelli che sono sul posto al mattino presto godendosi la limpidezza del cielo e quelli che scendono dall'auto in tardo pomeriggio, quando le nuvolacce nere minacciano poco di buono.

In conclusione grande domenica, ricostituente, di sole, di fresco, d'altura, di buona compagnia, insomma allenante per lo spirito.

1 commento:

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Senza ombra di dubbio uno dei luoghi più splendidi del veneto dolomitico.