martedì 21 settembre 2010

Settembre



Sto riascoltando questo splendido brano nel giorno del compleanno di mia madre, Rita.
Quella "vita che nel mio petto batte piano" me l'ha donata lei.
Lo dedico al suo pensiero che oramai se n'è andato, è volato via,
inesorabilmente si è perso (nonostante il corpo sia presente).
La medicina e la chirurgia del giorno d'oggi prolungano le resistenze dei fisici,
mentre per le menti riescono a fare ben poco.
Nessun medico e nessun farmaco riescono a curare il logorio mentale causato dalla vecchiaia,
riescono solo a sedare ed inebetire.
Sarà questo il nostro futuro?
Dei corpi vivi ma vuoti?

... sono solo, solo il suono del mio passo ...

1 commento:

theyogi ha detto...

mio padre ha l'alzheimer, il suo è un unicum senza spazio-tempo: magari è già l'uomo del futuro......