23 febbraio 2011

Sempre di "troppa" corsa?


Hosted by picasaweb.google.com"I nostri attuali stili di vita appaiono sempre più come un passare continuo da un’ambientazione dipendente a un’altra: dal lavoro allo shopping, dal pc alla tv, dalle relazioni al cibo, tutto il nostro tempo oggi sembra ipercodificato da una sorta di codice a barre sul quale, decriptato, troviamo scritto “godi, usa e getta, velocemente, e soprattutto non soffermarti”. Un passare così vorticoso da non consentire nemmeno per un attimo di rimanere da soli con se stessi, con le proprie emozioni, i propri pensieri, divenuti all’improvviso terribilmente minacciosi e pericolosi. Sembrerebbe proprio che lo scopo dei nostri stili di vita sia quello di evitare il contatto con sé, il mondo interno, l’intimità, ma anche il contatto autentico con l’altro, con gli altri..."
Non ho scritto io queste cose, difficilmente mi riuscirebbe un'analisi così lucida come quella fatta dai due psicoterapeuti Luigi D'Elia e Nicola Piccinini; se desiderate proseguire il resto lo trovate cliccando qua , però il loro discorso trova sbocco sui "giochi di Stato", su grattaevinci &co.
Ma quelle frasi si potrebbero ben adattare anche a chi intende avvicinarsi ad una visione diversa delle "nostre" corse; con il godimento dei momenti di vera intimità con noi stessi che il nostro sport ci regala, e che invece troppo spesso ci sfuggono ... troppo veloci; o nel deliziarci con le piccole emozioni che invece lasciamo andar via senza poterle gustare appieno.