domenica 30 ottobre 2011

... il ritmo dell'uomo e delle stagioni ...

Trascorriamo le nostre giornate immersi nel tran tran quotidiano, ed anche la corsa pian pianino entra a far parte di questa routine.
Abbiamo poco da dire: "ci ricaviamo quelle orette dove riusciamo ad estraniarci, soli con noi stessi", balle, con il tempo anche questa diventa un' abitudine, sbiadisce.
Quando qualcuno se ne accorge (non molti), cerca di cambiare, cerca novità, e magari le trova in percorsi immersi in nature differenti, oppure allungando le proprie mire, anche a dismisura; oppure stacca la spina.
"Cadeva la pioggia, segnavano i soli, il ritmo dell'uomo e delle stagioni" è una frase tratta da "il vecchio e il bambino" di Guccini.
Le stagioni dettano i ritmi dell'uomo? Dettano anche i nostri ritmi podistici?
Non voglio addentrarmi in questo labirinto.
Dopo non so quante domeniche consecutive dedicate alla corsa, oggi riposo.
Volendo ci sarebbe stata la "solita" CPT,
volendo altre non o semi-competitive ...
volendo.
Invece nessuna volontà, oggi a casuccia, sotto le coperte.
Nessuna strana stanchezza, nessun altro problema fisico, solo voglia di distacco.
Ha contribuito anche un ritorno a casa a notte ben inoltrata, dopo un sabato pomeriggio passato fra i monti ed una serata insolita, trascorsa nella valle di Schievenin, all'aperto, riscaldata da grandi fuochi, castagne, vin brulè e narrazioni.

5 commenti:

theyogi ha detto...

seguire il flusso, senza combattere né arrendersi... se fosse questa la saggezza?

GIAN CARLO ha detto...

Sarà la follia, sarà che a latitudini + basse e soprattutto in centro città il freddo inverno di solito non entra ...ma la mia "stagione" della competizione e della cattiveria agonistica è l'inverno

Tosto ha detto...

io invece ti capisco, a volte però non riesco ancora ad ascoltare il mio fisico :) ma son giovane imparerò!

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

"...Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori.". Al di là che adoro, ho adorato e adorerò sempre Francesco penso che la routine entri nella corsa se la si vuole far entrare. A volte anche correndo su percorsi identici sono i pensieri che si hanno in mente a non essere mai uguali. Comunque ogni tanto alla domenica é anche bello restare sotto coperta. No?

beppe ha detto...

...il riposo del guerriero.