venerdì 16 marzo 2012

Primavera, davanti ad una finestra


La corsa è una valvola di sfogo, così come è anche lo scrivere.
Da qualche giorno la corsa è l'ultima cosa che mi passa per la testa, mentre a scrivere ci sono riuscito.

Mia madre sta male, molto male.
Al risveglio di questa sua 90^ primavera il suo cuore e i suoi polmoni, stanchi, troppo stanchi, non sono riusciti a reagire nemmeno ad una "semplice" influenza, ne è rimasta devastata.
Siamo perennemente al suo fianco, ritorniamo a casa a turno solo per una doccia e per mangiare qualcosa.
Non ci sarebbe l'esigenza della nostra presenza, la casa di riposo dove è ricoverata è attrezzata come un ospedale, è lì da più di due anni e tutti la conoscono, tutti se la curano e se la coccolano come fosse la loro mamma.
Però, fino ad un paio di giorni fa, in quei pochi minuti al giorno nei quali ancora riusciva a tenere gli occhi aperti, vedendoci a fianco del letto il suo volto si illuminava; 
adesso non ha nemmeno la forza per tenere sollevate la palpebre, nemmeno ci sente, solo respira.
Non riusciamo ad allontanarci.
Ci tira un po' su il fatto che non soffre, le ultime volte ha usato la voce solo per cantare.

In questa primavera l'esplosione di colori degli alberi la sto vivendo dalla finestra della sua stanza, come in un quadro ... ben al di là dei sogni.

2 commenti:

theyogi ha detto...

alla mia età son contento di averli ancora, e con tutti gli acciacchi — sarò egoista ma sono anche consapevole che ogni primavera può essere l'ultima.... :)

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Ti sono molto vicino caro Giovanni. Stetegli accanto finché potete.
Ciao...un abbraccio