mercoledì 6 giugno 2012

Recuperare, quanta fatica!

Gli "esperti" dicono che la fase di recupero, qualsiasi essa sia, in realtà è il vero allenamento.
Semplificherò al massimo: quelle "cellule" che si sono o distrutte o svuotate durante la fase attiva, durante il recupero si ricostruiscono riempendosi con "materiali" nuovi, freschi, più performanti.
Non accade per sempre però.
Con il crescere dell'età, variabile mooolto soggettiva, queste fasi di "rigenerazioni", oltre ad aumentare i propri tempi, sempre di meno si completano, le "cellule attive" non si ricostruiscono del tutto.
Inoltre questa "ricostruzione" va riusata subito, appena completata, altrimenti il tutto si ossida e deperisce.
Mentre da giovani la ripresa della fase attiva poteva essere quasi immediata, e si potevano fare anche 2 o 3 allenamenti al giorno, più l'età avanza più il "decadimento generale" diventa il cane che si morde la coda: ti alleni troppo? non riesci a recuperare; ti alleni troppo poco? non ti è sufficiente.

A seguito di una corsa in montagna, dove i dislivelli "tirati" devastano un po' tutti i muscoli delle gambe (se non si è allenati nello specifico) alcuni anni fa i dolori li avevo il giorno seguente e dopo 2 giorni già potevo riprendere, adesso si prolungano per 3 giorni, ed anche qualcosina di più; ho corso sabato ed oggi, mercoledi, ancora ne risento.

Insomma ragazzi (di una volta) mettiamocela via,
se superati i 50 ... è dura, superati i 55 ... lo è ancora di più.
Soluzione?
Cercando un equilibrio psico-fisico si deve arrivare a fare in modo che i recuperi ... non siano più necessari.
Facile a dirsi, molto meno a farsi, è sempre in agguato quel "giorno da leone" che poi, per po' di giorni, ti farà sentire qualcos'altro, che finisce sempre in ...one.

2 commenti:

Giuseppe ha detto...

Quanto hai ragione.
E comunque condivido anche le ultime due righe, quando sfidando noi stessi, passiamo da una performance da leone a una da .....one.
Per fortuna è un atto volontario che facciamo con piacere.

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Forse il segreto sta nel sapersi limitare anche quando ci si sente bene. Non deve essere molto semplice però.Dai che il 24 ti aspetto...al limite sali a Posa Puner e ti fai un bel giro tra le malghe partendo dorettamente dal rifugio evitando l'accessivo dislivello del percorso che parte dalla valle.

:-)))