giovedì 20 settembre 2012

Cacciatori di taglie

Sicuramente li avete sgamati e ben inquadrati nel nostro mondo podistico, emanano sintomi inconfondibili e credo uguali in tutto il mondo.
Io li chiamo "cacciatori di taglie", e sono una delle degenerazioni della pratica podistica.
Per loro non esistono vie di mezzo: "dead or alive", "vivo o morto".

Li trovate in gara alla domenica mattina, e "captate" che avevano gareggiato anche al sabato sera precedente, e spesso anche al venerdi sera, e per loro è SEMPRE GARA VERA. Infatti li trovate ad una FIASP solo nei periodi più morti, quando in giro di corse ci sono solo quelle, immancabilmente "stroncate" nei loro commenti (anche se hanno corso senza iscriversi).
Scelgono le gare certosinamente, con un poco elegante e sportivo mix fra: corse possibilmente alla prima edizione, bassi costi d'iscrizione, riconoscimento d'iscrizione sostanzioso e premiazioni con borse della spesa belle piene (guai regalar loro "oggettistica" che non sia "tecnica"), pochi partecipanti (non dicono mai dove correranno la prossima settimana) e carenza di probabili "sfidanti" (che sanno ben elencare uno ad uno).

Scambiate con loro due parole prima della partenza: "non corro da x mesi (nascondendo spudoratamente le sere precedenti), oggi non sto bene, non ho nemmeno l'orologio, farò un medio" mentre poi partono a razzo ed alla fine reclamano al centimetro tutti gli errori di segnalazione del kilometraggio, e ti danno la loro media finale (ed anche quella di qualche avversario) al decimo di secondo spaccato.
Riescono a rendere competitiva anche la strapaesana nata esclusivamente per beneficenza, e poi magari giù a criticarla (nascondendo ignobilmente che le critiche escono solo perché "la borsa della spesa" non era bella piena) ed allora ... "quell'altra corsa forse era meglio".

E se per caso la premiazione va per le lunghe? Apriti cielo, il nervosismo diventa più che palpabile, però non se ne vanno mai, non lasciano mai ad altri "l'incombenza" del ritiro del premio, la salita sul palco è l'apoteosi al loro narcisismo.
La frase "premiazioni veloci" diventa un must nei loro post, si perché velatamente raccontano le loro imprese anche in internet, anche se spesso sono colpiti da un qualcosa simile all'afasia, che lascia ben trasparire difficoltà sia nella lettura che nell'espressione, insomma ... lesioni al cervello.

A volte spariscono completamente per mesi, dai e dai anche il loro fisico cede, fino al momento in cui ... magia ... spariscono del tutto.

Sicuramente qualcuno interpreterà questo mio post come invidia, ebbene si, lo ammetto, ci sono passato anch'io molti anni fa, però la disintossicazione è stata lunga, ed efficace.
E' come una droga, da non scambiare con il sano agonismo, quello che ti mantiene in gioco contro te stesso e contro i limiti imposti "dalla vita", quello che fa in modo che le persone che ti circondano non diventino avversari da sconfiggere, ma stimoli per te stesso.
Se qualcuno crede che la mia sia "invidia", mi dispiace dirglielo, ma leggendo i miei post non ha capito un cazzo.

Mi ricordo da ragazzino, quando giocavamo a cow-boys, per me era indifferente fare la parte dello Sceriffo, del Bandito, o dell'Indiano, leggevo i fumetti di Tex ed odiavo quei personaggi, quasi quasi mi erano più simpatici i banditi ai quali davano la caccia.
Cacciatori di taglie, wanted: dead or alive, ma a volte trovavano quello con la pistola più veloce della loro.

3 commenti:

theyogi ha detto...

dilettanti: conosco certi 'senior' che scelgono le gare a seconda dei premi e degli avversari.... :))

rosa ha detto...

eh già, le conosco anch'io quelle che si controllano alle partenze, che non si salutano, che non si congratulano con chi ti arriva prima, che sceglie le gare in base ai premi...non sono neppur lontanamente delle atlete!
ciao, a presto
Rosa

giovanni56 ha detto...

Non accetto commenti anonimi o con nick fittizzi.

@ Yogi e Rosa, per fortuna ci siete voi che mi consolate :-)