mercoledì 17 ottobre 2012

Rinnovarsi (per non rottamarsi)

Nulla di politico, eh!
Nel corso della sua vita una persona può capovolgere completamente il suo carattere?
Un timido può diventare estroverso?
Viceversa, un chiacchierone può arrivare ad isolarsi dal mondo?
Veniamo a noi:
Un Agonista, con il passare del tempo, può trasformarsi e diventare completamente Non-Competitivo?
Non parlo dei cavalli di razza, dei Pizzolato o dei Bettiol con un motore superiore che bisogna "lasciar girare" (solo uno stupido usa una Ferrari solo in città), ma di quelli che in qualsiasi allenamento sputano sangue, di quelli con gli occhi perennemente incollati al cronometro:  Possono riuscire a trasformarsi fino ad arrivare al punto di non cercare nessun tentativo di superiorità verso chi gli sta attorno? Riusciranno mai a correre un'uscita intera fra amici adeguandosi al più lento? A fermare una propria corsa per 10 secondi a godersi un panorama o un arcobaleno? A provare un brivido se incontrano uno scoiattolo sul sentiero?
Mitragliata di domande, e spero sia proprio questo "pormi domande" che mi permetterà di correre di più ... più avanti nel tempo.
Provo una risposta: Ci si può riuscire, pian pianino, applicandosi (come diceva la maestra alle elementari).

Molti miei coetanei hanno abbandonato la corsa, sono spariti, rottamati. Quasi sempre la causa è un danno fisico veramente grosso, che a volte cade inatteso come una tegola ma spesso è la conseguenza del "non ascoltarsi", del non aver seguito quell'iter che avrebbe portato ad un rinnovamento. In questo caso è il fisico a rendersi conto che la competitività se n'è andata, mentre la mente non lo accetta (in quanti non fanno altro che rimembrare "i bei tempi"?).
Vedo che qualcuno è riuscito a trasformarsi in Non-Competitivo puro, qualcuno si è rigenerato adottando il ritmo lento perenne, sono pochi, però ce l'hanno fatta, e continuano a correre; e qua non si tratta di:  "meglio 1 giorno da leone che 100 da pecora", quasi nessuno di quegli agonisti ruggiva al pari dei nomi/leoni citati prima, anzi erano (e sono) proprio loro a belare lamentele per primi.

Vabbè, mi ripeto, nei 1000 modi di "sentire" la corsa ognuno cerca il proprio, ma l'importante alla fine è trovarlo, senza annoiarsi (vedi post precedente) e senza porsi limiti d'età.

L'Agonista subito dopo aver tagliato il traguardo cerca subito il suo tempo finale, cerca di conoscere la sua posizione in classifica, cerca di mettersi in mostra, però ... però .... subito dopo aver tagliato un traguardo non conoscerà mai il gusto di un dadetto di mortadella salato dal sudore (qua si che mi sto applicando).

4 commenti:

theyogi ha detto...

qualunque cosa è meglio del divano, specie dopo gli anta: sarebbe l'inizio dellla fine.. ;)

giovanni56 ha detto...

divano? Io sto provando a salire ... SEEEMPRE PIù IN AAALTOOO!! (di corsa eh!)

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Non tutti ci riescono. Il mio primo pensiero quando corro é sempre quello di divertirmi e di non diventare matto per il crono. A me risulta facile perché non sono forte e credo che chi arriva a alti livelli sputando sangue forse, come dici, tu alla fine non accetta le conseguenze.

Carlo Scoccia ha detto...

Interessante come sempre il tema che hai proposto, Giovanni. Credo che sia sempre possibile la 'trasformazione'. Ma e' figlia di una intelligenza e di una sensibilita' che hanno piu' a che fare con lo Zen che con lo Sport. In altri termini voglio dire che la trasformazione avviene se, anche al di fuori del running, cerchi di coltivare una tua crescita personale. Grazie per gli spunti di riflessione che ci lasci !
Carlo (grid su RF).