domenica 12 maggio 2013

Pedonata delle rose


Il nome della corsa era troppo attraente.
Peccato che l'inclemenza meteo sta ritardando un po' tutte le fioriture, per cui le rose oggi sono solo qualche abbozzo di boccioli (la foto me l'ha regalata internet ... grassie).

Qua nel bellunese le corse vengono chiamate "pedonate", non so come sia nato questo vocabolo, forse un mix fra corsa e marcia.

In cambio dei 4 euro d'iscrizione un'organizzazione molto spartana, quasi casalinga, senza fronzoli (mi verrebbe da dire ... montanara); in cambio una pianta di geranio (visto il nome mi attendevo delle roselline), un ristoro intermedio che ho saltato e quello finale con torte fatte in casa.
Anche se c'era il sole non ho patito caldo, ed è stato piacevole correre con un contorno montano nitidissimo, da cartolina.
La lunga coda alle iscrizioni ha ritardato la partenza, probabilmente non si attendevano la folta affluenza che si è presentata, però si sa che i podisti sono un po' come i funghi, dopo la pioggia basta un po' di sole e spuntano a frotte.
Unica pecca, dovevano essere 10 km ma alla fine si sono rivelati 8,2, quasi tutti su asfalto saliscendi senza particolari pendenze, e forse sono state le fitte piogge settimanali a consigliare dei tagli (forse).
Gambe legnose, ritmo non alto ma continuo, a sensazione perché non ho schiacciato intermedi, e non posso nemmeno guardarmi le altimetrie perché per ora c'è un unico difetto alla riparazione del Garmin: non riesco a farlo dialogare con il PC; un così lungo distacco ha causato un divorzio dai driver che per ora non riesco a conciliare, boooh, ci riproverò.

Piccola divagazione: una positività dell'abitare qua .... questa è la prima volta in vita mia che non sento i clacson di una vittoria calciofila.

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