giovedì 6 giugno 2013

"Capire" le scarpe? Ci rinuncio!

Ho già detto che ho una corsa molto “piatta”, per niente rimbalzante, i piedi sono rigidi (anche tutto il resto) con appoggio neutro, non maltratto particolarmente le scarpe.
Su questi percorsi fuoristrada l'appoggio cambia ad ogni passo e perde di senso la classificazione classica "pronazione/supinazione"; l'unica cosa che riscontro importantissima è l'ammortizzazione, specialmente nelle discese più "lisce" e più ripide, dove le gambe vengono lasciate più "andare", quando gli impatti con il terreno diventano vere e proprie mazzate per le articolazioni.

Visto che ad ogni uscita le scarpe si bagnano, ed un'asciugatura naturale (non forzata) richiede tempo, della serie: "non si butta via mai niente" ho “riesumato” un po' di morti e ne sto usando 4 paia.

Vado in ordine dalle più anzianotte.
Brooks Cascadia 5, acquistate nel dicembre 2010. Prima lo usavo pochissimo, di percorsi trail “puri” ne affrontavo 2-3 all'anno; adesso le uso quando so di andare incontro ad acqua e sentieri molto fangosi (per cui si allungano anche i tempi di “pulizia”). Tomaia intatta, battistrada praticamente nuovo, ammortizzazione massima, anche se vecchiotte perché buttarle?

Pegasus +27, dell'agosto 2011; adesso le uso nelle uscite su mulattiere e sentieri più sassosi, più “distruttivi”. Le avevo accantonate perché si era aperta leggermente la tomaia sull'alluce sx, però ammortizzano ancora bene e le sento comunque protettive, forse anche perché l'uso della cavigliera elastica mi da la sensazione di piede più "fermo". Il battistrada è consumato ma non “piatto”, i tasselli ci sono ancora, e non mi danno problemi di scivolamenti, a significare gomma ancora ben “aggrappante”. Le ho usate senza il minimo problema anche nell'ultimo lungo da 3h, e continuerò ad usarle fino a quando non saranno proprio distrutte.

Pegasus +28, marzo 2012; le "sento" praticamente identiche alle precedenti; anche su queste si è aperta un po' la tomaia nello stesso punto dell'altra. Il battistrada è in condizioni migliori, le uso su sentieri meno sassosi, più umidicci e fangosi; anche sull'asfalto (anche se di uscite con 100% asfalto non ne faccio mai).

Pegasus +29, dicembre 2012. Visto che negli allenamenti mi sono ritornate utili le altre ecco che queste le uso solo nelle gare, di qualsiasi tipo. Le ho usate domenica scorsa e mi sono procurato le vescicone ai talloni, nei due punti identici. Ripeto, non credo sia stata colpa dei calzini, erano seminuovi, e la vescica mi è venuta anche sul piede sinistro dove indossavo la cavigliera.
Quindi colpa delle scarpe? Le più nuove? Dopo una ventina di volte che le indosso?
Rinuncio a capirne i motivi.

3 commenti:

rosa ha detto...

http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/02vesciche35.htm
prova a leggere qua..
io per fortuna, finora, non ne ho mai sofferto, neppure dopo i 100
ciao

theyogi ha detto...

banalmente: mai provato col goretex, tipo salomonXA?
certo, non quando ti ci infili sino ai polpacci....

giovanni56 ha detto...

Tra le cose che non ho scritto: domenica non c'era ne fango ne acqua e avevo i piedi "normalmente" sudati. E' la prima volta che mi capita, con equipaggiamento già molte volte usato in condizioni meteo peggiori. Il punto dove si sono formate è stranissimo, proprio SOTTO al centro tallone, dove la pelle è grossissima, su tutti e 2 i piedi contemporaneamente.
Ripensandoci adesso, "a freddo", potrebbe essere state causate dalla velocità in discesa con lacci non molto tirati, booohh. Comunque dopo 3 giorni si sono già "riassorbite" ed ho ripreso a correre, magari che i malanni fossero tutti così "veloci" a passare.