domenica 9 giugno 2013

Castello di Godego - San Piero in Marcia 2013

Già l'anno scorso avevo giudicato ottimamente gli organizzatori di questa corsa CPT, quest'anno sono riusciti ancora a migliorarsi.
E' cambiata la location di partenza, parcheggi ampi e sorvegliati da ronde di alpini, tavolini delle iscrizioni all'interno di un centro sportivo, linea dello start in nuova posizione con avvio fluido.
Il percorso è piano, arricchito da passaggi ameni all'interno dei giardini di ville e di fattorie; metà asfalto e metà sterrato, molto ombreggiato a ripararci da questo primo sole tanto atteso.
Credo che quest'anno siano stati in pochi a lamentarsi del caldo, primo vero assaggio della stagione estiva.
Tre ristori lungo il percorso, dove ho bevuto acqua due volte, più per necessità di riprendere fiato che per sete vera e propria; più quello finale fornitissimo di panini, dolci, frutta (la mia prima anguria stagionale) e varietà di bevande.
Come spesso accade mi ha fatto rabbia riconstatare l'inciviltà di molti “stradaioli”, incapaci di centrare il bicchiere vuoto in uno dei molti scatoloni predisposti, ad ennesima dimostrazione che per MOLTI la corsa non è salutare (come qualcuno vorrebbe far intendere) sopratutto cerebralmente, e su questo approfondirò.
L'anno scorso uno dei ristori era addobbato in tema "figli dei fiori", gli addetti erano travestiti da hippyes con copiose parrucche ed arieggiava musica "peace and love"; quest'anno invece ambientazione “piratesca”, con l'area addobbata a grande galeone, gli addetti abbardati alla Jack Sparrow & co, e come sottofondo musicale la potente colonna sonora del film, veramente da applauso, a loro l'onore delle immagini.



Termino con la mia corsa.
Quest'anno non entrerò nella classifica finale del circuito CPT, non parteciperò al minimo di 13 corse.
Le organizzazioni sono il meglio di quanto si possa trovare, tutte perfette, con l'iscrizione a 3,5 € viene dato un bel pacco gara, ed i percorsi cercano di attraversare i punti più attraenti delle zone interessate però ... sono corse competitive, molto competitive, non hanno l'egida FIDAL ma ... bisogna faticare, faticare e faticare, ed in questo periodo mi regala più appagamento faticare su altri percorsi. Quando indosso un pettorale riesco raramente a prenderla in maniera "frivola", mi viene comunque da impegnarmi al massimo e se, come oggi, le gambe non girano, o meglio, hanno assimilato dei ritmi non omogenei e passano in continuazione dalla velocità al lento, insomma ... a ripetute, al termine la cosa non mi da molta soddisfazione.

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