venerdì 8 agosto 2014

“Bàti el pìe pàr tèra”

Alcune persone incrociano le nostre vite, lasciandoci “un qualcosa” dentro che ci porteremo per sempre.

Fine anni '60, il mio primo allenatore di calcio.
Io ero il più giovane di una ventina di ragazzi fra i 12 ed i 15 anni, quindi in piena formazione psico-fisica e lui, più che un tecnico, era un maestro di vita, di comportamenti, di giochi.
Non era un professionista, lavorava come turnista, spesso i suoi orari non combaciavano con quelli degli allenamenti, ed allora ci seguivano un paio di più grandicelli, da lui istruiti; al giorno d'oggi lo avrebbero non dico esonerato, ma nemmeno preso in considerazione.
Dopo due anni ho cambiato squadra, ho avuto altri allenatori sicuramente più esperti, più professionali, ma oggi incontrandoli non ne riconoscerei nessuno.

A quei tempi, a quei livelli, in panchina non c'erano medici, fisio, massaggiatori o altri, quando giocando qualcuno si faceva male entrava in campo direttamente lui, con il secchio d'acqua gelida e quella “spugna magica” che cancellava i dolori (quelli non gravissimi logicamente). Il suo intervento era sopratutto morale, se ci facevamo male ad una gamba incitava: “Bàti el pìe pàr tèra” (Batti il piede a terra), se prendevamo una pedata: “Bàti el pìe pàr tèra” … una pallonata in faccia? “Bàti el pìe pàr tèra”, “Ti fa ancora male? Bàti più forte!” Quel gesto particolare ci distraeva dal dolore momentaneo e … riprendevamo a giocare.
Questa frase mi è rimasta dentro.

Il caso ha voluto che sua figlia giocasse a pallavolo assieme a mia moglie Donatella, fra di loro è nata una certa amicizia, e questo ha fatto in modo che i nostri incontri avvenuti più in la negli anni si arricchissero di argomenti. Ogni volta era un vero piacere, spesso a braccetto con la moglie, sempre grandi sorrisi e parole di positività, nonostante lo abbia colpito una lunga malattia.

Alberto Trevisanato ci ha lasciati.
La chiesa era piena, lui aveva voluto bene a molti, e molti hanno colto quanto lui seminava.
Una volta premiavano con il “Seminatore d'oro” i migliori allenatori del calcio italiano, il premio è stato eliminato, forse adesso la FIGC crede che gli allenatori non seminano più, però moltissimi ragazzi continuano a crescere con i loro insegnamenti.
Forse anche per questo motivo adesso il calcio italiano va male, adesso non so quanti insegnano a … battere il piede per terra, come faceva “Bertino”.

1 commento:

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Anche a me l' allenatore di quando giocavo nelle giovanili del Careni di Piave di Soligo mi sono sempre rimasti dento. Erano altro dai preparatori tecnici di adesso. Una volta per primo ti insegnavano l' educazione e poi tirare "scarpade" al pallone oppure a dare calci per terra