venerdì 6 marzo 2009

FORZA GIAMPY! FORZA RAGAZZI!


Volevo inserire un commento in questo post di Giampy, poi mi sono reso conto che sarebbe stato troppo lungo, e tagliandolo avrebbe perso di significato.
Così ne approfitto per tirarci dentro un po' tutto il "Planet Running" che ultimamente sta diventando un ospedaletto.
Ma chi lo ha detto che praticare sport fa bene alla salute? :-)
Non passa giorno, ed ecco qualcuno che arricchisce l'infermeria con i propri guai fisici.
Non faccio nomi, sicuramente ne dimenticherei qualcuno da quanti sono, gli ultimi proprio oggi.
Qualcuno "entra nel tunnel", qualcun'altro c'è dentro da un po' di tempo, mentre qualcuno inizia a vedere la luce.

"Forza Giampy!" era l'urlo che accomunava i bloggers nel momento in cui lui stava entrando in sala operatoria, urlo che si è ammosciato con il tempo, mentre adesso credo serva alzarlo ancora e farlo rimbalzare un po' su tutti, per cui FORZA RAGAZZI!

Così come nella pratica della corsa ognuno trova delle propri motivazioni, anche per uscire fuori da periodi più o meno neri ognuno deve cercare motivazioni dentro a se stesso. Magari, come dice Giampy, un aiutino può arrivare leggendo come ci sono riusciti altri.

Il mio buco nero è durato 5 anni, lunghissimo, con cause varie.
La schiena non reggeva più i ritmi di allenamento a cui ero arrivato, e mi causava in continuazione lunghi stop; avevo cambiato lavoro, e quest'ultimo mi stancava fisicamente e non mi lasciava spazi liberi; contemporaneamente aveva smesso completamente di correre anche mia moglie (anche lei per guai fisici, insormontabili però, a rischio la deambulazione in vecchiaia) che ultimamente era diventata il mio braccio destro, la compagnia dei miei allenamenti, lo sprone che alla sera mi "obbligava" ad indossare il completino ed uscire di casa.

Questi 5 anni li ho passati comunque seguendo amici e gare, con qualche timida uscita primaverile e autunnale, ma motivazione subito affievolita dai primi caldi o dai primi freddi.

Ad un certo punto per ripartire mi sono imposto delle cose:
1) basta cronometro
2) basta gare stressanti (e maratone)
3) basta FIDAL
insomma basta agonismo puro (mi vien da ridere a scrivere BASTA).

L'assenza di crono è durata pochi mesi, poi la meticolosità ha ripreso il sopravvento, ed immediatamente ho capito che i vecchi tempi oramai se ne erano andati per sempre.

Ho scelto di fare uscite domenicali non più dedicate alla competizione ma al puro piacere, per cui non competitive, FIASP, e tanta collina/montagna. Solo ultimamente mi è ripresa la voglia misurarmi con qualche avversario, di pormi come meta qualcuno che "viaggia" un po' più avanti di me. Anche il "basta maratone" tiene ancora duro, anche se potrebbe avere uno sbandamento per un'eventuale partecipazione ad una maratona in montagna (penso ai Cimbri), ma da fare solo per godermi luoghi e paesaggi, in vero Spirito Trail, e questo implica sicuramente minore impegno preparatorio.

Un "basta" che continua è quello alla FIDAL, anche se devo dire che quest'anno ho tentennato, ma tengo duro perchè, scorrendo il calendario personale, mi ritrovo si e no (sono ancora in forse) un paio di gare in cui servirebbe questo tesseramento, ed al limite posso iscrivermi pagando all'ultimo momento il giornaliero.

Devo dire che un'altro sollievo l'ho ricevuto dal fatto che anche mia moglie ha ripreso a praticare un'attività sportiva, il nuoto meno invasivo fisicamente, per cui anche lei riesce a smaltire la sua carica e comunque alla domenica cammina sui percorsi brevi.

Comunque mi sono posto delle mete, badando però che fossero raggiungibili, per qualcuna ci sono riuscito, altre invece no, ma questo non è stato un dramma e me le ripongo per gli anni a venire.

FORZA RAGAZZI!
Prima cosa CURATEVI, ponetevi dei limiti e delle mete, e vedrete che poi riprendere sarà un sollievo.

3 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

In 2 parole: Mollare Mai !

Ribichesu Davide ha detto...

Che storia..la vedo molto istruttiva! Son d'accordo completamente..ogni tanto bisogna mollare e poi salire piano piano.

giovanni56 ha detto...

mollare no, ma avere il coraggio di sapersi adeguare, pensando veramente a cosa si sta facendo