giovedì 26 marzo 2009

Maratona sotto la pioggia


Scrivo questo post scaramanticamente, con un GRANDE AUGURIO, che diventi ... inutile.

Domenica prossima molti amici correranno la maratona di Treviso, e nella mattinata è prevista pioggia.
Mi sono stati richiesti consigli al riguardo, e ringrazio per la fiducia premettendo che anche in questo caso, come in qualsiasi altro di argomento podistico, ognuno ha proprie soluzioni e motivazioni.
Sicuramente meglio di me potrebbe parlare chi ha corso l'ultima Firenze, anche là con acqua tremenda e freddo invernale, e se qualcuno mi legge lo invito a farlo.

L'ho già detto altre volte, la mia miglior maratona l'ho corsa sotto acqua incessante, dall'inizio alla fine, però era in una calda giornata di fine maggio, non come addesso a fine marzo, con possibilità addirittura di nevicate (come accaduto proprio a Treviso mi sembra due anni fa). Altre volte ho gareggiato bagnato e non ho mai patito tormenti particolari, anzi sono stato sempre facilitato dal "raffreddamento" naturale.

Però rimanere 3 o 4 ore sotto all'acqua non è stessa cosa che farlo per un'oretta.

Tatticamente credo che l'unica attenzione da porre sia quella di non rallentare il ritmo della corsa, nei limiti del possibile, anzi magari partire un po' più lentamente ed aumentare leggermente, non a strappi, quando si inizia a sentire il freddo.
Questo presume che in precedenza ci sia stata una buona preparazione, tanto da riuscire a rendersi conto del proprio reale valore, ed avere nelle gambe (e nella testa) il ritmo corretto con cui partire.

E' difficile indovinare il vestiario. Troppo pesante porterebbe maggior caldo, ma inzuppandosi si raffredderebbe; troppo spogliati c'è il rischio di prendere troppo freddo all'inizio e non riuscire mai ad "entrare in temperatura".
Kway o non Kway? Dipende da come uno è abituato, sicuramente sono migliori le giacche tecniche attualmente in commercio, appositamente studiate per la corsa, con aerazione adeguata, ma poi, se smette di piovere? Buttarle via non se ne parla, con quello che costano, mentre diventa scomodo portarsele dietro, magari allacciate alla vita.
Per cui credo che ognuno dovrebbe vestirsi alla solita maniera, come si è abituato in allenamento, come aveva deciso di vestirsi se non dovesse piovere. E' sempre valido il vecchio suggerimento: "NON PROVARE MAI IN GARA COSE NUOVE CHE NON SIANO STATE SPERIMENTATE PRIMA IN ALLENAMENTO".

E perchè no? Mettere preventivamente in conto che anche con un ritiro, in fondo in fondo, non cambia niente, pur con il dispiacere del tempo e dei soldi buttati. Fra un mesetto c'è Padova e subito l'opportunità di riscattasi e mettere a frutto tutti i sacrifici e gli allenamenti di quest'inverno. Vabbè, lasciamo perdere, filosofia spiccia.

Insomma un grande augurio agli amici che affronteranno questa nuova avventura, ne riparleremo Lunedi.

4 commenti:

andrea ha detto...

ciao giovanni grazie del post.penso che correro' con il kway da due lire (euro), per poi buttarlo via se non mi serve.
ps come si dice " che dio non c'e' la mandi ".

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Ciao Giovanni inizio col precisare che l'anno della Trevisomarathon con la neve era il 2006 (chi come me c'era come può non ricordarsela!) Per il vestiario é davvero una cosa da pensare con calma. Alla Vittoria alata dello scorso febbraio ho corso con un' audace canotta e pantaloni a pinocchietto...ma forse la canotta era trooopo audace. Allo stesso tempo anche una magli tecnica può dare fastidio in quanto dopo 2 ore sotto l'acqua diventa più fastidiosa di una zanzara in una notte afosa d'estate quando vorresto dormire!(Mi sono spiegato bene vero?) Allora credo che la decisione la prenderò negli ultimi attimi prima di entrare nella gabbia di partenza.

GIAN CARLO ha detto...

Io dico ch fa solo 2 gocce

Sarah Burgarella ha detto...

Firenze 2008: pettorina sotto la pioggia della partenza (quella senza maniche, io la chiamo così), poi messa nel marsupino perchè aveva smesso, poi rimessa, quindi infilata di nuovo nel marsupino e lì è rimasta fino al traguardo.