giovedì 30 settembre 2010

Il diavolo e l'acqua santa

Mancano poche settimane alla data fatidica, il nervosismo sta crescendo, mi sento come se fosse la prima volta che corro una maratona.
Però conosco bene a cosa vado incontro, il fatto che nelle gambe mi porto una buona preparazione significa che non vado ad affrontare un appuntamento così importante ... a casaccio.
Sicuramente non l'ho preparata seguendo il "manuale del perfetto maratoneta", ai lunghissimi-medi-ripetute su asfalto, che dovevano accompagnarmi fino al raggiungimento del ritmo omogeneo di gara, ho preferito i continui cambi di andature obbligati dai dislivelli montani, però così facendo mi sono riempito i polmoni e la mente, limitando i danni portati da smog e routine.

Questo è il periodo del dubbio Amletico: essere o non essere?
"Con quale ritmo affrontare la gara?"
"O almeno come iniziarla?"

La fisicità, più legata a Satana, mi suggerisce di partire a 5' al km; la tentazione è grande, però so bene che non ho dentro le 3h30' finali, riuscirei a sostenere quel ritmo fino alla mezza e probabilmente il rimanente diventerebbe un calvario.
L'acquasanta raffredda gli ardori, la mente è più angelica e prova a trattenermi a 6' al km; invece con questo ritmo le gambe assumono una falcata anomala, molto piatta e rigida, che si ripercuote sulle ginocchia causando dei dolori che per attenuarsi hanno bisogno di scalciate sul sedere e di brevi cambi di ritmo, così facendo la corsa diventerebbe un tiramolla ed anche questo, a lungo andare, sicuramente causerebbe danni.

Ed allora?
Una via di mezzo?
5'30"/5'40"?
Eccolo, è il maledetto "medio".
L'ho sperimentato alcune volte, il fiato non sale eccessivamente, rimane controllato, solo che attualmente è un ritmo anomalo, non riesco a mantenerlo omogeneo a lungo, o accelero o rallento.
Userò queste settimane insistendoci sopra, cercando di farlo diventare una cadenza più ... musicale, cioè cercando di far combaciare il ritmo del pestare dei piedi con quello dell'inspirazione/espirazione.

Ed alla fine? Un pronostico di tempo finale non ce l'ho, nemmeno lontanamente, so bene che gli ultimi 10km saranno carichi di sorprese.
Però presagisco qualcosa:
"I brividi che proverò non saranno causati dai piedi bagnati"
(la previsione maree dice: massima attorno alle 9,30 e minima attorno alle 16,00, la precisione sull'altezza ce l'avrò solo qualche giorno prima della gara).

6 commenti:

theyogi ha detto...

ed io che speravo di correrla insieme.... o è proprio questo il motivo che ti perplime?! ;))

giovanni56 ha detto...

Mi dispiace (veramente:(( ) di disilludere le tue speranze, ti garantisco che i problemi sono solo questi.
Primo il troppo lento mi irrigidisce e dopo una mezzoretta mi fa un male boia alle ginocchia.
Secondo non riesco a correre omogeneo.

theyogi ha detto...

ma ti pare... ;) son 42km, mica uno scherzo, ognuno se li gestisce come riesce...

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Sono certo che alla fine troverai il RG e alla fine i brividi saranno tanti

F.Daniele ha detto...

Ciao Giovanni sono Daniele dei Cavalli Marini Chioggia......ti ricordi alla Caminà per Ciosa e Marina e alle due Rocche.
Dopo 13 anni quest'anno ho deciso di ritornare a disputare una maratona (Venicemarathon),penso secondo me che non devi guardare il tempo, ma arrivare alla fine della gara al meglio.

giovanni56 ha detto...

@ Pasteo - OK :))

@ Daniele - Ciosa-Marina ce l'ho nel cuore.
Non mi interessa assolutamente il tempo finale, cerco "quel ritmo" che mi porti ai 30km senza problemi, ma non è ne il lento ne il medio. Dopo i 30 quello che verrà ... verrà.