giovedì 2 giugno 2011

Melting Pot

Lo so, se vi rimando a Wikipedia ben pochi vanno ad approfondire, ed allora lo riporto qua integralmente:
Melting pot letteralmente significa  "calderone etnico". L'espressione si usa per indicare l'amalgama, all'interno di una società umana, di molti elementi diversi (etnici, religiosi, ecc.).
Melting pot è inoltre un nomignolo di New York, in ragione del fatto che proprio in questa grande metropoli vivono milioni di persone di culture tra loro molto diverse, proprio come in un grosso calderone. Il melting pot è un fenomeno complesso che sta avvenendo, in proporzioni minori, anche in Italia, paese nel quale comincia a delinearsi una fusione tra la popolazione italiana e quella immigrata. Il melting pot consiste nell'amalgama di moltissime culture che non inibisce l'individuale senso di appartenenza al Paese: per esempio un francese immigrato negli Stati Uniti può conservare usanze, lingua e religione originarie e sentirsi nondimeno cittadino americano a tutti gli effetti.

Pian pianino, nonostante tutto e tutti, ci stiamo arrivando.
www.meltingpot.org

Oggi ho corso anche per Zaher (vedi post precedente), dentro al bosco che la città di Venezia gli ha dedicato, in mezzo a quelle piante che, a differenza di lui, stanno crescendo.
In Un percorso che attraversa il ricordo di chi ha rincorso la speranza, senza la gioia dell'arrivo
(queste ultime parole sono in un bigliettino inserito dentro al pacco gara)

Oggi ha vinto un ragazzo Ugandese, secondo un Afgano, terzo un Marocchino.
Anche gli Ultimi arrivano primi.
Al termine abbiamo mangiato assieme a loro, i loro cibi mescolati ai nostri, assieme ad altri uomini e donne che finalmente scoprono di possedere una propria identità, ed una propria dignità.
In un 2 giugno che assume molteplici significati.

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