mercoledì 4 settembre 2013

Allenamenti "seri"


Temevo il classico mal di gambe del dopo-gara, ed invece niente, a significare che la preparazione è stata buona e che in gara non ho forzato più di tanto. Invece la schiena sta un po' brontolando (aveva iniziato durante le discese) ed allora faccio il bravo, la ascolto, riposo qualche giorno, ed intanto rileggo...

Quando mi allenavo "seriamente" usavo una tabella che in stesura iniziale era molto semplice.
Puntavo a 2 obiettivi annuali, una maratona a fine aprile ed una a fine ottobre, quindi distanti esattamente 6 mesi fra loro (per questo motivo non ho mai partecipato ad Olimpiadi o a Mondiali, ad agosto/settembre non ero mai in condizione :-(
Ritorno serio, la tabella era così improntata:
- un mese di scarico dal periodo precedente, con allenamenti blandi, ginnastica leggera, corsa lenta di base (che rimaneva anche nelle fasi successive nei giorni non "di qualità"), corse domenicali che comunque mi regalavano soddisfazioni vivendo di rendita dalla preparazione precedente;
- due mesi di ricostruzione fisica, con allenamenti di qualità incentrati su ginnastica mirata, salite brevi, ripetute brevi (da 200 a 800mt); lunghi fino a 25km;
- due mesi di ricerca del nuovo ritmo gara, 5/6 allenamenti settimanali (negli anni più "tosti"), qualità composta da progressivi e ripetute di 1000 e 2000 mt; lunghi fino a 30km (senza colazione per "andare a grassi"), qualche doppio allenamento giornaliero (al sabato) con pranzo ipoglucidico (petto di pollo ai ferri e ... basta);
- un mese per l'assimilazione del nuovo ritmo maratona, con vari 20km a quel ritmo, 2 lunghi da 35km in progressione di ritmo, ripetute da 3-4-5km (quando puntavo a "sotto le 3 ore" avevo programmato anche ripetute da 7km).
I ritmi sui quali lavorare venivano dati all'inizio delle varie fasi da test di Conconi, e tutti gli allenamenti controllati con cardiofrequenzimetro.
Si succedevano 3-4 settimane di carico ed una di scarico (l'ultima settimana prima della gara doveva coincidere con lo scarico, e per stilare il calendario partivo da quella a ritroso), nell'ultima domenica delle settimane di carico partecipavo ad una competitiva tirata al massimo, altre corse domenicali le inserivo come allenamento.
Non esisteva GPS ed i pochi percorsi che avevo a disposizione erano misurati con la bicicletta; le ripetute fino ai 2000 le correvo in pista; quelle più lunghe su strada, segnate ogni 500mt con lo spray per controllare i passaggi. Non esisteva nemmeno internet (e forse da un lato era meglio, avevo meno caos di "vedute" ed una linea più omogenea da seguire) ed il mio "maestro" è stato il prof. Arcelli con i suoi libri.

Sempre così, 6 mesi dopo 6 mesi e ... 6 mesi ancora ... finché ho retto sono arrivati miglioramenti, però ... veramente maniacale.
Dopo è arrivata la disintossicazione, grazie ad alcuni anni di sosta completa con varie concause, e prima di tutte sicuramente uno stress generale dove si sommavano tante questioni della vita.

Queste ultime annualità podistiche sono diventate più "piatte", se ho puntato a qualche gara particolare ecco che ho cambiato qualcosa nel trimestre che la precedeva, se erano gare più lunghe delle solite ho inserito dei lunghi (per poi non soffrirle troppo), se erano gare montane ho accentuato l'impegno nei sali-scendi.

Bene, adesso inizio a guardare al futuro, andrò a recuperare qualcosa da quelle vecchie tabelle, solo qualcosa eh!
Inizio dal periodo di scarico, che ne dite?
Tutto Settembre sarà blando (e comunque in salita si fatica sempre).

4 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Caspita che preparazione meticolosa! Qual è la maratona che ti ha più sorpreso come emozioni? E il tempo migliore? Il ciclo più stimolante? ... Sono nella fase "interviste", porta pazienza

giovanni ha detto...

@ Fausto, ero un "tapascione evoluto" :-). La più emozionante senza dubbio quella di casa, Venezia, il racconto è qui https://docs.google.com/document/d/1U_x7HXxpZv37BPGuvhEArSC4SjgQ7tlbK7KQVZ4bSuI/edit. Il tempo migliore 3h11'39" a Vedelago 1997, poi mi sono rotto nelle preparazioni puntando alle 3h. Il ciclo migliore l'anno successivo, primavera 1998 con 38' netti in un 10.000 e qualche podio, indice che fino a quel punto andava tutto bene ... poi la schiena ha detto stop.

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Immagino la zona lombare croce di noi podisti..

giovanni56 ha detto...

@ Fausto, se può interessarti, il mio mal di schiena lo avevo raccontato qui: http://giovanni56.blogspot.it/2010/12/mal-di-schiena.html