mercoledì 30 luglio 2008

Meditazioni

Ho capito che i podisti sono come lancette di un orologio. Ci sono quelli veloci e quelli lenti ma entrambi, a pensarci bene, non vanno da nessuna parte. E quindi il bello devono trovarlo lungo la strada, se no che gusto ci sarebbe? E se guardando lo stesso orologio, le lancette dovessero muoversi più lentamente per me che per un altro, chi può dire chi sia più veloce?

Siamo sempre i Paul Tergat di qualcuno e i tapascioni di qualcun altro.
Se mi gaso troppo mi basta pensare che quanto faccio io a stento in un mille, molti lo fanno 42 volte di fila; ugualmente ce ne sono tanti che vanno più piano di me, dunque non mi devo mai buttare troppo giù.

Credo che in queste affermazioni ci possiamo riconoscere un po’ tutti.

Trovato in rete